Sabato 26 Maggio 2018

Question time. Carcere di Forlì, Ragni (FI): "L'opera incompiuta del sindaco Drei"

Lunedì 14 Maggio 2018
Nella foto il carcere di Forlì

La situazione all'interno del carcere di Forlì è sempre più preoccupante. I sindacati di categoria hanno lanciato in questi giorni l'allarme relativo all’imminente riapertura del reparto ex-attenuata, ove verrà trasferita la popolazione detenuta femminile. Il personale femminile di custodia, già in forte carenza d’organico, dovrà gestire un aumento di circa l’80% delle detenute rispetto alle 18/20 attualmente presenti presso la sezione femminile. 


E per poter gestire quasi il doppio delle detenute ed il conseguente aumento dei carichi di lavoro in un contesto logistico “dispersivo e difficile da controllare” dovuto anche alle molteplici attività che saranno previste oltre a quelle già effettuate finora in Istituto, l’unica possibilità per il personale sarà quella di effettuare una vigilanza dinamica senza postazioni fisse.

Questa problematica si aggiunge a quella ormai cronica della carenza di organico, con 108 agenti di polizia penitenziaria effettivi (ma la cifra ha visto picchi in difetto di 99) sui 126 previsti in pianta organica, e a quella delle condizioni strutturali che necessitano forti ristrutturazioni nei corpi di fabbrica all'interno della Rocca di Ravaldino, una struttura carceraria molto vecchia che dovrà essere dismessa.


“I lavori per la costruzione del nuovo carcere di Forlì - attacca Fabrizio Ragni, coordinatore provinciale di Forza Italia e capogruppo comunale di Forza Italia Forlì - nel quartiere Quattro, nella zona periferica della città, hanno subito infinite interruzioni e traversie di cantiere: la nuova struttura doveva aprire i battenti nel 2005 ma calcolando l'iter del nuovo bando - uscito a cavallo del 2016/17 - il nuovo penitenziario di Forlì non sarà pronto prima del 2020. Ovvero, se ne parlerà dopo la tornata amministrativa del prossimo anno. Oltre alle responsabilità in capo al ministero della giustizia ed al provveditorato dell'amministrazione penitenziaria regionale addebitiamo alle amministrazioni comunali (tutte del Pd) che si sono susseguite un colpevole disinteressamento. Mentre riteniamo che le giunte comunali, dunque le guide politiche della città, dovevano giocare un importante ruolo di moral suasion con il governo e gli organismi deputati a muovere le acque al di là dei problemi di appalto e di incongruità di progetto che si sarebbero verificati (risoluzione contrattuale con la ditta che stava eseguendo i lavori e contenzioso fra committente ed azienda esecutrice, ndr). In questo senso l'inerzia politica della giunta del sindaco Davide Drei è da ritenersi colpevole di non aver concorso a superare la situazione di stallo verificatasi oggi alla Rocca”.


I problemi dell’attuale carcere forlivese sono strutturali. Recentemente sono stati effettuati lavori di ristrutturazione nel perimetro del carcere per rendere praticabile un'ala che non era utilizzata a causa di infiltrazioni di acqua piovana. Ma una parte delle mura della Fortezza che un tempo ospitava eventi e rassegne non è più utilizzabile per manifestazioni culturali, neanche temporanee a causa dell'inagibilità dei locali conclamata dagli stessi tecnici comunali. Ne sanno qualcosa gli organizzatori della Rassegna Presepi nella Rocca, che dopo ben 26 anni, hanno dovuto lasciare nel 2016 il maniero per ripiegare all’ex Gil, in viale della Libertà.


La struttura di Forlì con 53 carcerati immigrati su 124 vanta una percentuale di stranieri pari al 42,74% , fra le più alte in regione e ospita anche una sezione per chi ha commesso reati sessuali che necessita di particolare attenzione. Fonte di molte lamentele a tutti i livelli, dai detenuti alla direzione, è anche l’assenza del magistrato di sorveglianza.


“A parte i costi della nuovo struttura che certamente lieviteranno. C'è da ricordare a tutti che da decenni la città di Forlì continua ad attendere di potersi riappropriare del grande complesso della Rocca di Ravaldino, conosciuta anche come la Rocca di Caterina Sforza, una splendida cittadella fortificata di origine medioevale, che oggi all'interno della Piazza d’Armi ospita il carcere, per poterlo finalmente ristrutturare e destinarlo a più congrui utilizzi di tipo storico-culturale-artistico e museale. L'area della Rocca nella pienezza del suo recupero architettonico potrebbe rappresentare un secondo polo culturale ed espositivo della città di Forlì dopo l'area del San Domenico e con una sua piena rinascita potrebbe anche giustificare l'attuazione della tassa di soggiorno che nella perplessità dei più la giunta comunale ha deciso di far gravare sulle tasche dei turisti che scelgono Forlì” conclude Ragni.


L'esponente azzurro, che caldeggia il più celere trasferimento dei carcerati in idonea struttura e il recupero a fini storico-artistici-museali dell'intera Rocca di Caterina Sforza, l'unica dell'Emilia-Romagna ancora non utilizzata a fini storico-artistici, ha presentato un question time per chiedere la posizione ufficiale del sindaco Drei su questa delicata materia.

 

 

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