Venerdì 14 Dicembre 2018

Politica. M5S contrari al "metodo Fuksas": "No agli architetti star e alle scelte calate dall'alto"

Sabato 8 Dicembre 2018 - Forlì
Simone Benini e Daniele Vergini

Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle Forlì hanno tenuto a ribadire la loro contrarietà al così detto "metodo Fuksas", sottolineando tuttavia l'importanza della Fondazione per la città: "No, noi non ci stiamo. Lo diciamo con chiarezza e senza tentennamenti: con noi ad amministrare Forlì non ci sarà nessun “metodo Fuksas”. Senza aver niente di personale contro l’architetto, non approviamo e non sottoscriviamo in alcun modo il metodo di ingaggio operato dalla Fondazione. La nostra visione per il governo della città segue il filo rosso della partecipazione che lega anche tutto il nostro programma. La solita scelta calata dall’alto (anzi dall’Altissimo) non può coesistere con la nostra idea di convogliare le migliori menti dei giovani architetti in un dibattito pubblico su un pezzo di storia così importante della città. Gli spunti di Fuksas e le sue idee innovative sono sicuramente apprezzati, ma saranno, se vorrà, presi in considerazione con un ben altro approccio metodologico".


Daniele Vergini e Simone Benini proseguono così il loro intervento diffuso tramite nota stampa: "Forlì deve tanto alla Fondazione e questa tanto deve a Forlì, ma in tutto questo “do ut des” sembra che qualcosa sia sfuggito di mano. Non si può infatti accettare a scatola chiusa scelte che provengono dal di fuori di quella che sarebbe la sede deputata a prendere le decisioni sul futuro del patrimonio della città, cosa che invece sembra data per scontata nell’ultima intervista al sindaco uscente Davide Drei: ”L’ultima parola sarà del Comune. Certo, di fronte ad un nome così…” ha detto. L’importante valore testimoniale della Rocca e la sua collocazione obbliga, a nostro parere, la necessità di vincolare ogni decisione sul suo futuro ad un vero processo partecipativo, i cui attori dovranno essere, oltre alla cittadinanza e alle istituzioni locali, anche e soprattutto i professionisti che abbiano competenza sulla rigenerazione di quel tipo di struttura così particolare, assiema d ogni altro portatore di interesse. Ci teniamo infine a precisare una cosa: una cosa è la cittadella ove sorge il carcere, e un’altra è la Rocca, di proprietà comunale e nettamente separata dal carcere ed è inaccettabile che le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli ultimi decenni non abbiano mai pensato di recuperare almeno la rocca. Noi invece ne abbiamo fatto uno dei punti principali del nostro programma elettorale per il 2019, riteniamo che la Rocca di Ravaldino debba essere un’attrazione turistica che possa ampliare l’offerta cittadina ricostruendo una corte del 1500 incentrata sulla figura di Caterina Sforza, una figura storica che riteniamo possa essere attrattiva e da far conoscere anche come simbolo della città. Basti vedere come altre città vicine, ad esempio Riolo Terme, abbiano fatto la stessa scelta impostando la loro Rocca proprio sulla figura di Caterina. Al contrario Forlì è una delle poche città romagnole che non valorizza la propria rocca, la sua riapertura può essere realizzata ancor prima del trasferimento del carcere che aspettiamo da ormai più di un decennio. Ma per fare tutto questo non abbiamo certamente bisogno di “superstar”, ma di persone competenti e motivate, di energie fresche e libere, e di convincere gli investitori con le buone idee, condivise con la cittadinanza".

 

Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione

Credits webit.it