Martedì 19 Marzo 2019

Decreto Sicurezza. On. Jacopo Morrone (Ln): "Bonaccini fa battaglia ideologica, si dimetta"

Martedì 8 Gennaio 2019
L'On. Jacopo Morrone

“Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, crede di essere in un supermercato. Non vuole impugnare la legge sicurezza e immigrazione nella sua interezza, ma solo le parti che non gli aggradano ideologicamente. Un Bonaccini, dunque, che mette nel carrello quello che gli fa comodo e lascia negli scaffali il resto". L’On. Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, boccia senza appello l’atteggiamento assunto da Bonaccini, sulla scia di quanto fatto da altre regioni italiane come Toscana e Umbria ad esempio.

"Un modo davvero bizzarro di applicare una legge dello Stato da parte di un’Istituzione pubblica - prosegue Morrone -, come il presidente dell’Emilia-Romagna afferma di voler fare. E’ infatti paradossale che da un lato Bonaccini riconosca che la legge va applicata, ma che, nel contempo, persegua la strada avventurista dell’incostituzionalità”.

Gli oppositori al nuovo impianto legislativo varato dal governo gialloverde sono, secondo quanto riferito da Jacopo Morrone, "poche decine di primi cittadini del Pd o di area contigua, su circa ottomila sindaci italiani, che, evidentemente, apprezzano le risorse e i nuovi poteri che la legge assegna loro”.

“Se poi le parole hanno un significato, è davvero difficile districarsi nei contorsionismi verbali di Bonaccini - prosegue Morrone -. Egli afferma infatti che la ‘battaglia politica va fatta nelle sedi istituzionali preposte’. Ma quali sarebbero queste sedi? Non ci sembra che la sua personalissima battaglia politica avvenga in un ‘sede preposta’ e ‘appropriata’ e non possiamo dargli torto quando afferma che il suo compito sarebbe quello di governare al meglio l’Emilia-Romagna. Sarebbe, appunto, perché in tema di sicurezza e immigrazione, nell’ambito delle competenze regionali, ha davvero sbagliato tutto".

"L’auspicio - conclude il sottosegretario alla Giustizia - è che Bonaccini si assuma in pieno la responsabilità della sua velleitaria disubbidienza istituzionale nei confronti di una legge avversata solo per motivi pretestuosi e veda bene di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Ci si aspetta, infatti, che chi ricopre quel ruolo super partes dia garanzie a tutti i componenti di una equilibrata autorevolezza istituzionale. Ci sembra, al contrario, che Bonaccini, in perenne campagna elettorale, stia facendo una battaglia di retroguardia antigovernativa, dove Le contrarietà sulla legge sono solo un pretesto”.

 

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