La barbarie di Parigi e noi. Lo sdegno, la condanna, la solidarietà, la difesa della libertà
Gli attacchi terroristici nella capitale francese – rivendicati dall’Isis – interrogano tutti noi. Non possiamo rimanere indifferenti. Ma non dobbiamo reagire con isteria. Oggi siamo tutti parigini
Siamo un giornale locale e di solito non ci occupiamo dei grandi fatti nazionali e internazionali. Ma i fatti di Parigi non possono lasciarci indifferenti.
Perchè tutti noi amiamo Parigi e ci siamo stati almeno una volta nella vita. E perchè – soprattutto – oggi Parigi è un simbolo, che ci riguarda, un simbolo attaccato e ferito.
Parigi è il simbolo delle nostre libertà, dei nostri valori di democrazia, di tolleranza, di civiltà aperta e includente, quella civiltà nata proprio là sulle rive della Senna, figlia dell’illuminismo e della rivoluzione.
Per questo motivo oggi esprimiamo – e siamo certi di interpretare anche il sentimento di tutti i nostri lettori e di tutta la nostra comunità – lo sdegno e la condanna per i vili attacchi terroristici di Parigi.
Per questo esprimiamo solidarietà e vicinanza umana agli amici di Parigi e ai francesi. E invitiamo tutta la cittadinanza ad esternare questi sentimenti nelle forme più varie e intense.
Questo è anche il momento della riflessione, della vigilanza e della mobilitazione. Perchè quei valori di cui prima abbiamo parlato – i nostri valori – siano difesi e salvaguardati da tutti.
Difesi e salvaguardati da chi li attacca dall’esterno. Ma difesi e salvaguardati anche da ogni forma di isteria islamofobica e intollerante che potrebbe corroderci dall’interno. Fino a farci rinnegare proprio quei valori.
Non dobbiamo cedere all’errore di equiparare l’Isis e i terroristi del califfato all’Islam e ai musulmani. Dobbiamo distinguere chi pratica una religione in pace da chi pratica la guerra usando la religione.
Dobbiamo mantenere i nervi saldi per difendere i nostri valori. E vogliamo continuare a credere in queste tre parole: Liberté, Égalité, Fraternité.
LA REDAZIONE

