Giustizia a Forlì: calano le spese per le convenzioni, migliorano i servizi e la comunicazione

Presentato il bilancio sociale della Procura cittadina. Sottani: "La scarsitàvdi mezzi e personale non ha impedito un miglioramento del servizio"

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Il procuratore capo di Forlì Sergio Sottani ha presentato a stampa e autorità il bilancio sociale, occasione per fare il punto sull’attività giudiziaria nell’ultimo anno e mezzo a Forlì. Sono in aumento i reati contro il patrimonio, in materia di droga e bancarotta, ma anche le denunce per violenze sessuali (salite da 38 a 76 in un anno), contro le quali occorre “alzare la guardia”, e la spesa per le intercettazioni, da circa 42.000 euro a oltre 73.000. 

Sottani ha sottolineato all’agenzia Dire, in riferimento ai tragici fatti di Parigi, che “ad occuparsi della digitalizzazione degli atti sono tre soggetti di cultura e religioni diverse, un piccolo messaggio di tolleranza che dimostra come cambiano gli uffici giudiziari”. D’altronde, spiega, la comunicazione è ritenuta fondamentale, anche per questo la Procura ha sia un profilo Facebook che Twitter e l’impegno social, anche per avvicinarsi ai giovani, si avvale di video e di un linguaggio “rapido, che manifesti serietà – riporta sempre la Dire – senza essere troppo burocratico, da Istituto Luce”. Così come di una app e di un sito internet. Forlì si caratterizza anche per essere tra le prima realtà in Italia ad avere realizzato un portale per l’inserimento delle notizie di reato. Ma non c’è solo questo.

“Negli ultimi anni – spiega sempre Sottani alla Dire – si è puntato da un lato molto sulla sicurezza dell’edificio, dall’altro sul confort di chi lo vive, a partire dalla sala per le audizioni protette inaugurata l’anno scorso. Nell’ultimo anno è salito il numero delle intercettazioni, 245 i bersagli rispetto ai 169 del 2013-2014, specie per i reati legati alle sostanze stupefacenti, anche se la città, più che per lo spaccio in strada, si presenta come luogo di transito. E infatti sono stati effettuati sequestri anche di notevole entità“. La Procura ha ridotto “sensibilmente” le spese per le convenzioni, passate da oltre 700.000 a poco più di 100.000 euro.

“Il bilancio sociale – aggiunge il procuratore capo – fa parte della strategia per superare l’inconoscibilità dell’attività giudiziaria”, sempre con la necessità di “essere sempre un esempio di attenzione e coerenza per i giovani”. Nel corso dell’ultimo anno giudiziario, dice ancora il bilancio, secondo quanto riporta la Dire, sono stati iscritti oltre 14.659 procedimenti e ne sono stati definiti oltre 14.980, mentre l’arretrato si è attestato, a fine anno, a 4.014 procedimenti. Il dato sulla pendenza dei procedimenti dimostra un trend positivo in quanto vi è una costante diminuzione delle pendenze. La durata media delle indagini è diminuita e nell’ultimo anno i tre quarti dei procedimenti sono stati definiti in meno di sei mesi. Anche l’Uas ha ridotto le pendenze che sono passate da 245 a 99. Il valore dei beni confiscati è ulteriormente aumentato passando da 117.853 euro a 193.788 euro, per il solo primo semestre di quest’anno; mentre la spesa media per procedimento passa da 226 a 161 euro. Sono stati poi 7.477, in calo sul 2013-2014, i procedimenti verso noti, con 10.234 indagati. Tra le 3.933 denunce, erano 3.273, ce ne sono cinque per omicidi volontari, 10 per tentati omicidi, 17 per sequestro di persona, 512 per furti, 96 per rapine, sei per usura e 88 per bancarotta.

In definitiva, “le difficoltà economiche, la scarsezza di personale e di mezzi – conclude il procuratore nel suo intervento riportato dalla Dire – non hanno impedito un miglioramento costante del servizio giustizia e di questo va dato merito alla responsabilità e all’impegno profuso dalle singole persone, sia dai magistrati, che dal personale amministrativo e di polizia giudiziaria”.

Dal canto suo il presidente dell’Ordine provinciale degli avvocati, Roberto Roccari, rimarca che a Palazzo di giustizia c’è un “rapporto nell’assoluto rispetto dei ruoli, che dà frutti vantaggiosi”. Inoltre “sapere cosa fa la procura è utilissimo”, senza però ricorrere a una “spettacolarizzazione ad arte delle iniziative”. Insomma “c’è rispetto per la dignità delle persone”. Di certo, però, aggiunge alla luce dei fatti di Parigi di venerdì sera, “c’è anche il fondato timore che si debba rinunciare a una parte di libertà per garantire a tutti la sicurezza”. Rimane poi il problema dei tempi, sottolinea il presidente della Camera penale, Marco Martines. Per esempio quelli delle indagini preliminari che vanno a incidere pesantemente sulla giustizia del processo.

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