Aereoporto di Forlì. Lega: “Pd in confusione, equivoca le procedure per l’apertura dello scalo”

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“I fatti devono essere trasparenti e il Pd non può sempre giocare sull’equivoco, strumentalizzando gli eventi” affermano i consiglieri del gruppo della Lega in Consiglio comunale a Forlì, commentando un’interrogazione a risposta immediata sull’aeroporto a firma del capogruppo del Partito democratico, a cui ha risposto il sindaco Gian Luca Zattini.

“Zattini ha ben motivato l’insussistenza delle motivazioni a monte dell’interrogazione – prosegue la nota -. Per quanto ci riguarda intendiamo mettere alla berlina la pretestuosità dei continui richiami da parte di esponenti del Pd locale, in primis il parlamentare Marco di Maio, al fatto che per la partenza dello scalo mancherebbe un semplice ‘decreto’ del ministro dell’Interno. La lettera ufficiale inviata nei giorni scorsi dal Capo dipartimento del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del ministero dell’Interno ha chiarito senza ombra di dubbio che la procedura non può partire se la società di gestione non farà pervenire un’istanza formale al dipartimento. Questa istanza – come si legge nel testo – ‘è propedeutica all’avvio dell’istruttoria per la valutazione dell’adozione del decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, sentito l’ente nazionale per l’aviazione civile Enac, che prevedrebbe l’inclusione dell’aeroporto di Forlì nella Tabella A’, quindi in una diversa tabella di inquadramento rispetto allo stato attuale. Per poter garantire il servizio all’aeroporto Ridolfi, e quindi sostenere maggiori oneri in termini di risorse umane e strumentali, al ministero dell’Interno dovrà essere attribuita, attraverso un apposito intervento legislativo, la necessaria copertura finanziaria’”.

“Quindi nessun ritardo da parte del ministero – puntualizzano gli esponenti del Carroccio -, né ragioni politiche dietro lo slittamento dell’apertura, ma mere ragioni tecniche di cui la società di gestione, che ha avuto almeno due incontri al ministero, l’ultimo il 16 luglio scorso con il sottosegretario Stefano Candiani, competente per materia, e con il personale tecnico, è a conoscenza. Per sbloccare la situazione non basta un semplice decreto del ministro, come continua a sostenere strumentalmente il Pd, ma serve un iter complesso che deve essere avviato dal gestore e seguire i dettami della normativa di settore. E questo Di Maio certo lo sa, ma gioca sull’equivoco, sperando che qualcuno ci caschi. La storia dello scalo, tuttavia, dà ragione alla Lega e torto al Pd che per lunghi anni ha giocato al massacro dell’aeroporto Ridolfi, a favore dello scalo bolognese, secondo i diktat regionali. La Lega è sempre stata sul fronte opposto, favorevole alla riapertura dello scalo. Abbiamo sostenuto e sosteniamo tuttora la società di gestione, al cui successo guardiamo con grande favore. Il rilancio del Ridolfi, infatti, significherà un consistente passo in avanti per il sistema trasportistico, economico e turistico di tutta la Romagna”.

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