Bonaccini al sindaco di Forlì: “Lieto di incontrarla, teniamo al riparo la Romagna da emergenze”

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“Caro sindaco, sarò ben lieto di incontrarla per discutere di tutto quanto possa starle a cuore per la sua città e fare il bene di Forlì. E’ infatti non solo prassi consolidata del nostro sistema regionale, ma anche cifra del mio impegno personale di governo, concertare le scelte strategiche che attengono alla programmazione territoriale”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, interviene rivolgendosi al sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, che ha preannunciato sulla stampa di volerlo incontrare, temendo di vedere il proprio territorio “scavalcato” dopo la decisione della Giunta regionale di chiudere l’inceneritore di Ravenna. 

 

“Come certo saprà – prosegue Bonaccini -, avendo lei ricoperto anche in passato la carica di sindaco di un altro Comune, la pianificazione strategica in materia di rifiuti è per definizione di lungo respiro, al fine di consentire la sostenibilità del sistema, la sua autosufficienza, la possibilità di cogliere obiettivi di costante miglioramento. Ed è proprio quanto sta avvenendo con il piano regionale dei rifiuti 2016-2020, che ha permesso all’Emilia-Romagna non solo di non entrare in crisi, come purtroppo è invece avvenuto e ancora avviene in altre parti d’Italia, ma di conseguire risultati molto importanti in termini di raccolta differenziata, riciclo e riduzione dello smaltimento dei rifiuti. Siamo ben orientati e nelle possibilità di centrare l’obiettivo del 73% di raccolta differenziata fissato per il 2020, che già oggi circa un terzo dei comuni ha superato, anche adottando la tariffa puntuale: sono certo che su questo fronte proseguirà l’impegno della sua amministrazione perché anche l’area forlivese confermi i risultati previsti”.

 

Così come, ha aggiunto Bonaccini, “siamo impegnati in una programmazione degli impianti in linea con la gerarchia europea e con le migliori pratiche internazionali, in particolare contenendo al massimo i conferimenti in discarica (in questo abbiamo abbondantemente superato gli standard europei) e razionalizzando, ammodernando ed efficientando gli impianti di termovalorizzazione. In quest’ultimo ambito si inserisce lo spegnimento dell’impianto di Ravenna, in linea con le decisioni previste dal piano che certamente conosce. Si tratta di una decisione già assunta e che oggi trova conferma alla luce dei dati positivi di medio termine, che confortano la bontà delle nostre previsioni e del lavoro fatto insieme per realizzarle. Parliamo di un impianto piuttosto piccolo e assai datato, ormai ammortizzato (cosa pure importante, se non vogliamo scaricare le scelte sulle bollette dei cittadini) e non più in linea con gli standard che ci siamo dati”.

 

“C’è un dibattito politico inadeguato in materia, che altrove determina anche decisioni sbagliate, provocando problemi assai gravi – precisa Bonaccini -: credo sia interesse comune tenere al riparo l’Emilia-Romagna e la stessa Forlì da tutto questo, se vogliamo che continuino ad arrivare risultati positivi che premino gli sforzi dei cittadini e la sostenibilità futura del nostro sistema. Anche per questa ragione abbiamo avanzato proposte in materia di autonomia regionale tese a rafforzare la capacità di autogoverno dell’Emilia-Romagna”.

 

“E per la stessa ragione – conclude il presidente della Regione – ho dichiarato, stavolta, la nostra indisponibilità ad accogliere i rifiuti della Capitale: sostenere chi è in difficoltà è un dovere, ma scaricare su una Regione virtuosa scelte deliberatamente sbagliate e ostinatamente fallimentari di altri è inaccettabile. In un quadro politico in cui ci sono forze che propongono di moltiplicare gli inceneritori, realizzandone uno per provincia a prescindere (la Lega), e altre che propongono di spegnerli tutti a prescindere (5 Stelle), è decisamente preferibile proseguire sulla strada dell’Emilia-Romagna, dove si fa programmazione seria conseguendo risultati d’eccellenza, pianificando in materia di impianti quel che serve e superando quel che non serve più come nel caso di Ravenna”.

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