Il presidente Russo: “Per essere comunità servono atteggiamenti positivi come ascoltare, dialogare e costruire”

“La città ha bisogno di recuperare i valori fondamentali per essere prima di tutto comunità di cittadini. L’essere comunità va di pari passo con il dare senso all’essere cittadini nella propria città. Una comunità si fonda soprattutto sulla percezione che i suoi membri hanno di loro stessi e della vitalità della sua cultura. Le persone costruiscono la comunità simbolicamente, facendola diventare una risorsa e un deposito di significati e di referenti della loro identità” riporta una nota di Edoardo Russo, presidente di Azione Cattolia Diocesi Forlì-Bertinoro.

“Ovunque, sia nel villaggio globale, sia nella città, la convivialità delle differenze – aggiunge la nota – si costruisce se siamo comunità; ma ancora di più il confine di una comunità non viene sempre tracciato lungo la linea di una reale differenza, al contrario spesso incorpora e racchiude differenze. È chiaro che l’unica strada per costruire una città, un mondo globale, è prendere coscienza che bisogna costruire e vivere la comunità e per costruirla occorrono alcuni atteggiamenti positivi come essere aperti, partecipare, mettersi in gioco, ascoltare, confrontarsi, dialogare, costruire, celebrare. Sono banditi alcuni atteggiamenti negativi: l’indifferenza, l’immobilismo, l’astensionismo, dichiarare impossibile, partire sconfitti in partenza. Per affrontare le sfide del cambiamento (demografico, il ruolo dei social e del digitale, la ricerca e la tecnologia. ecc) non dobbiamo lasciare spazio ad incertezze e a interrogativi senza risposta. C’è bisogno di una svolta, vera e seria, che metta al centro le “relazioni di comunità”; una comunità che sa prendersi cura di tali relazioni e le sa rigenerare, anche attraverso la costruzione di alleanze. Ci s’interroghi quindi per trovare nuove vie, nuove soluzioni. Occorre innovazione sociale, quella che può essere finanziata anche dagli organismi europei”.

“Oggi la città trova senso solamente se diventa comunità; il problema non è questione di risorse economiche; quello che conta è semmai la capacità di programmazione, di progettazione, di innovazione sociale. Uno degli aspetti carenti nella dimensione comunitaria di una città, oggi, è la capacità di coordinamento e su questo aspetto bisogna spendersi di più e anche la politica è chiamata a lavorare in prospettiva futura con progetti a medio lungo termine, altrimenti sarà difficile affrontare le varie sfide che il futuro ci riserva” conclude la nota.