Parte la mostra fotografica “Feet on the Ground, Head in the Sky” della forlivese Sofia Venturi

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Al Bar della Città di Faenza, in piazza Martiri della Libertà 17/A, si tiene oggi, domenica 7 luglio 2019, la mostra fotografica d’arte “Feet on the Ground, Head in the Sky”. Fotografie di Sofia Venturi, mostra curata da Veronica Bassani.

Sofia Venturi, classe 1993, è nata a Forlì dove ho frequentato il Liceo Artistico diplomandosi in Design, iniziando fin da piccola a sviluppare un interesse per la fotografia, tramutatosi poi in una passione viscerale. Sofia decide così di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Bologna laureandosi in Fotografia, Cinema e Televisione, specializzandosi in seguto in Fotografia. Sin dai primi anni di studi decide di utilizzare la fotografia analogica per ridurre lo spreco di scatti illimitati ed avere una visione più lenta e riflessiva, preferendo inoltre l’attenzione alla manualità e accettando le imperfezioni dello strumento come scelta poetica.

L’Accademia permette a Sofia di conoscere meglio i metodi sperimentali e analogici, come la fotografia off-camera e approfondendo anche performance e video, che molto spesso si mescolano nei suoi lavori, comunicando sensazioni e riflessioni anche sul mezzo stesso in una chiave concettuale e sperimentale.

“Feet on the ground, head in the sky” è una frase dalla canzone “This Must be The Place” dei Talking Heads, che compare anche in una delle fotografie. La chiarezza della luce del sole a illuminare quel che accade accanto all’intimità un filo di luce flebile che si posa su un letto disordinato; persone che delimitano un preciso luogo accanto ad uno sguardo verticale verso la luce ed il cielo. Dualità e simboli che vogliono comunicare il senso di non appartenenza, confusione e labilità nella vita quotidiana e nei rapporti umani.

Un tentativo di fermare quei momenti vissuti con la consapevolezza dei continui cambiamenti, creando una sorta di album di famiglia in un progetto diarìstico che parte dall’adolescenza e continua tutt’oggi. Descrizione del progetto: La chiarezza della luce del sole a illuminare quel che accade accanto all’intimità un filo di luce flebile che si posa su un letto disordinato; persone che delimitano un preciso luogo accanto ad uno sguardo verticale verso la luce ed il cielo. Dualità e simboli che vogliono comunicare il senso di non appartenenza, confusione e labilità nella vita quotidiana e nei rapporti umani. Un tentativo di fermare quei momenti vissuti con la consapevolezza dei continui cambiamenti, creando una sorta di album di famiglia in un progetto diarìstico che parte dall’adolescenza e continua tutt’oggi.

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