Forlì. Pagano con una banconota falsa da 100 Euro. Due minorenni denunciati per truffa

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Due giovani residenti in città sono stati deferiti alla Procura dei minorenni di Bologna per il reato di truffa, commesso a danno di un esercente per la spedita, non genuina, di una banconota da 100 euro.

Ai ragazzi non è stato contestato il più grave reato di spendita di banconta falsa per la stampa grossolana della cartamoneta, per cui l’azione è stata ricondotta nell’ambito dei cosiddetti “artifizi o raggiri” idonei a trarre in inganno la vittima, tipici della truffa.

L’identificazione dei ragazzi è stata possibile grazie al tempestivo intervento di operatori in servizio presso il Comando Polizia Ferroviaria di piazzale Martiri d’Ungheria, in collaborazione con una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura.

Un agente della Polfer ha visto i due scappare in direzione dei binari morti della Stazione e unitamente ad altri colleghi li ha fermati, inzialmente con il proposito di sanzionarli per avere ignorato il divieto di percorrere quegli spazi a piedi.

Proprio mentre erano in corso le attività di identificazione, è sopraggiunta la commessa di un vicino esercizio commerciale, che li stava inseguendo poiché poco prima aveva ricevuto quella bancanota in pagamento di merce del valore di sette euro, e non essendosi subito accorta che la banconota non era genuina, aveva dato loro il corrispettivo di 93 euro in resto.

Sul posto è immediatamente sopraggiunta anche una Volante, in ausilio ai colleghi della Polfer, e i due ragazzi sono stati perquisiti, con il ritrovamento e sequestro del denaro ricevuto in resto e della merce che avevano acquistato.

La vittima ha invece consegnato la banconota, anche questa  sequestrata, così da dare conto che solo una grave disattenzione avrebbe potuto farla confondere con una carta di corso legale, tant’è che, come detto, invece che contestargli il grave reato di “la spendita di banconta falsa”, a loro carico si è proceduto per truffa.

I ragazzi, terminati gli atti in Questura, sono stati poi riaffidati ai genitori.

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