“L’Europa non potrebbe esistere senza scienza”. Successo dell’incontro con Pietro Greco al Liceo Classico di Forlì

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Grande partecipazione di studenti al primo incontro della Scuola di Formazione alla politica promossa dal Centro Studi “Leonardo Melandri”, in collaborazione con l’Associazione Nuova Civiltà delle Macchine, svoltosi oggi 28 settembre presso la Sala Icaro del Liceo Classico, con la presentazione del libro di Pietro Greco: “La scienza e l’Europa. Dal secondo dopoguerra a oggi”.

La presentazione, che godeva anche del patrocinio dell’Università di Bologna – campus di Forlì, è stata preceduta dai saluti del dirigente scolastico del Liceo Classico “G.B.Morgagni” di Forlì, prof. Marco Molinelli e da quelli di Roberto Camporesi, presidente dell’associazione Nuova Civiltà delle macchine.

Assieme all’autore Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, che nel 2017 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Forlì, hanno partecipato il prof Giuseppe O. Longo, informatico e scrittore italiano già docente di teoria dell’informazione all’Università di Trieste e il prof Franco Mosconi docente di economia e politica industriale all’Università di Parma.

“La scienza potrebbe esistere senza l’Europa, ma l’Europa non potrebbe esistere senza la scienza – spiega Pietro Greco – Per secoli l’ Europa ha detenuto il primato nella produzione di nuova conoscenza scientifica, che perderà durante il secondo conflitto mondiale. Dopo il conflitto,  però, la scienza tornerà ancora una volta ad essere il collante culturale per l’ unificazione europea.Oggi l’ Europa può  tornare ad essere leader nella scienza, ma solo se costruisce una società democratica della conoscenza.”

“Esiste un pensiero rapido, che assolve ai bisogni essenziali e un pensiero lento, quello della filosofia e della cultura – chiarisce il prof. Longo, il primo ad aver introdotto la teoria dell’informazione nel panorama scientifico italiano – Con l’avvento del computer si è tornati al pensiero rapido, che sta mettendo in crisi anche la democrazia.”

Il prof. Franco Mosconi ha invece sottolineato gli aspetti economici di ricerca e scienza, spiegando che investendo gli Usa il 2,86% del Pil, contro il 2,06 dell’ Unione Europea, il divario resta davvero elevatissimo. Nonostante questo,  l’Europa supera ancora gli Usa per numero di pubblicazioni scientifiche, ma non nelle applicazioni.

“La prima difesa della democrazia è la difesa dell’intelligenza”, ha concluso il prof. Mosconi, citando il prof. Ivano Dionigi, già Magnifico Rettore dell’Università di Bologna.

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