Assalto al Bancomat. Gruppo Lega Romagna chiede riunione sul Comitato Sicurezza

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“Dopo il brutale assalto al bancomat di piazza Trieste a Forlimpopoli da parte di una banda specializzata in questi colpi, dotata di kalashnikov e pronta a tutto, sollecitiamo il sindaco Milena Garavini a chiedere una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura per valutare il livello di sicurezza del nostro territorio”.

E’ quando affermano i consiglieri comunali della Lega Alberto Bernardi, Paolo Bravetti, Keschia Biguzzi e Stefano Mancini in una nota preannunciando un ordine del giorno.

“Oltre a ringraziare i Carabinieri della Compagnia di Meldola e i loro colleghi del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Forlì-Cesena che stanno svolgendo le indagini sul gravissimo episodio, crediamo che anche l’amministrazione comunale debba fare la propria parte per assolvere al meglio quanto le compete in termini di sicurezza pubblica. Crediamo, in ogni caso, che le nostre comunità debbano essere tenute informate sugli eventi e rassicurate dal fatto che le Istituzioni sono al loro fianco per tutelarle con un’opera di prevenzione e di contrasto al crimine”.

“Cogliamo anche l’occasione – sottolineano i consiglieri – per criticare ‘senza se e senza ma’ quanto dichiarato dal segretario territoriale del PD Daniele Valbonesi, che si arrampica sugli specchi per negare ciò che è evidente a tutti. I dati reali giustificano i timori delle persone contrariamente ai sermoni buonisti di sindaci, amministratori e politici nazionali e locali del Pd o di altre formazioni della sinistra che hanno sistematicamente e ipocritamente sottovalutato la questione sicurezza per motivi ideologici e di contrapposizione strumentale alla Lega. Ignorare il diritto ad avere paura delle persone e i dati dei crimini, anche di quelli compiuti da stranieri, come ha denunciato pochi giorni fa il capo della Polizia Franco Gabrielli, e il non assumere iniziative serie e concrete non è indice di buona politica ma di irresponsabilità che potrebbe portare a gravi ricadute sulla tenuta della nostra società. Inutile, infine, il ricorso al nome di Matteo Salvini, l’unico ministro dell’Interno che ha assunto posizioni nette e chiare in tema di sicurezza oltre a indispensabili iniziative legislative, le stesse che il governo giallorossofucsia vorrebbe smontare solo per motivi di pregiudizio politico”.

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