Cgil sull’inaugurazione dell’anno accademico: solidarietà alla rappresentante degli studenti

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“L’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 svolto contemporaneamente nelle quattro sedi Alma Mater in Romagna ha ripercorso la storia di questi trent’anni di Università nelle nostre province e ha rappresentato con le parole del Rettore un punto di vista autorevole che unisce le storie della Romagna alla storia di Bologna. Gli interventi che sono seguiti, compreso quello della Rappresentante degli studenti, sul quale invitiamo a non soffermarsi su una frase ma ad ascoltare tutto il ragionamento, hanno arricchito la discussione dimostrando come l’università sia anche luogo di crescita, pluralità e socializzazione. – si legge in una nota di Pier Francesco Minucci e Maria Giorgini della Cgil –  Abbiamo appreso dalla stampa la richiesta dell’onorevole Morrone riferendosi al discorso della Rappresentante degli studenti che il fanatismo non entri in facoltà. Diciamo all’onorevole che è un grossolano errore scambiare la libertà di pensiero con il fanatismo, come è un errore non discernere la critica sull’opportunità o meno di fare alcune osservazioni dall’indicazione che “qualcosa non abbia funzionato “, come se fosse mancata una commissione ad approvare o censurare tutto o parte degli interventi. È questa la scuola e l’università pubbliche che vogliamo? L’istruzione serve a creare cittadini consapevoli e critici, e citando George Orwell: “Se la libertà di espressione significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.”

“Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Rappresentante degli studenti incitandola a proseguire con la stessa determinazione e coraggio il suo percorso di crescita. Ci sarà tempo per apprendere, sempre se riterrà di farlo, il “politicamente corretto”; oggi auguriamo alla Rappresentante degli studenti di proseguire nei suoi studi, di apprendere, di sviluppare conoscenze e capacità critica. E ad andare controvento tutte le volte che riterrà sia necessario farlo. A questo noi pensiamo serva l’Università. Per quanto ci riguarda ci batteremo sempre per il rispetto dell’articolo 21 della nostra Costituzione secondo il quale tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” conclude la nota della Cgil.

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