In Romagna arriva la Giornata Mondiale del Diabete

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Dal 9 novembre al 17 novembre 2019 oltre duecento volontari dell’associazione Diabete Romagna riempiranno le piazze e i supermercati della Romagna in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare la popolazione su questa pandemia per la quale ancora non esiste una guarigione.

I volontari dell’associazione offriranno materiale informativo sul diabete e sulla sua gestione e racconteranno i progetti dell’associazione volti a migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Per tutti sarà possibile offrire un contributo a questa importante causa, il diabete in Romagna colpisce circa 78.000 persone, e in cambio della donazione i volontari offriranno un prodotto solidale.

Quest’anno i prodotti sono due, oltre alla tradizionale zuppa di legumi anche il caffè. La zuppa rappresenta da un lato la sana alimentazione e la convivialità di un pasto caldo in famiglia, il caffè l’energia per gli effetti benefici che ha, se assunto con moderazione, grazie alle sue proprietà antiossidanti, inoltre la miscela scelta è “no sugar”, adatta per essere consumata senza zucchero per il suo gusto amabile.

Il ricavato dell’iniziativa contribuirà a migliorare la vita dei pazienti con diabete, nelle diverse forme in cui questa malattia si manifesta. Finché infatti non verrà trovata una cura definitiva per il diabete figure come il dietista, il podologo, lo psicologo, l’insegnante di attività motoria sono necessarie per gestire al meglio una patologia che può portare a gravi complicanze a carattere sistemico e che per essere gestita richiede che un organo, il cervello, sostituisca un altro organo che non funziona più, il pancreas.

L’insulina è un farmaco salvavita, ma le cui dosi vanno calibrate alla goccia per non portare a conseguenze irreversibili. Per questo l’associazione Diabete Romagna in questi anni ha costruito un intero staff di professionisti, 14, che operano in supporto al personale ospedaliero nei reparti di diabetologia degli Ospedali di Forlì, Cesena e Rimini, e sul territorio, con corsi di attività motoria adattati alla patologia e con l’unico servizio di assistenza medica domiciliare presente in Italia e dedicato alle persone con diabete non autosufficienti.

Inoltre ogni anno realizza il campo scuola per bambini con diabete di tipo 1, che permette alle famiglie, che da un giorno all’altro si vedono crollare il mondo addosso a causa della complessa gestione e delle preoccupazioni che questa malattia impone, di condividere le loro esperienze, perché il diabete è per ogni persona diverso, ma il confronto permette di non arrendersi alla malattia e di trovare risposte comuni.

Così è stato per Francesca, mamma della piccola Margherita: “Prima che succedesse a Margherita mai avrei pensato che una bambina di pochi anni potesse essere diabetica. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune e quando ha colpito Margherita che era piccolissima ci è crollato il mondo addosso. Quando mi hanno invitato al campo scuola non credevo potesse essere così utile, invece è un’esperienza più che necessaria perché quando ci svegliamo la mattina con le occhiaie per non aver dormito a causa dei continui sbalzi glicemici dei nostri figli e vediamo che anche per gli altri genitori è lo stesso ci sentiamo meno soli. La mia Margherita, già molto piccola, all’ultimo campo ha visto una bimba ancora più piccola con un microinfusore, un apparecchio che agevola nell’iniezione di insulina ma che non voleva mettere perché le faceva paura, e per lei questo è stato un grande stimolo.”

Progetti come questi sono finanziati interamente dalla generosità dei volontari e sostenitori dell’associazione Diabete Romagna, sempre in prima fila quando si tratta di aiutare chi nella vita non ha avuto possibilità di scelta. La Giornata Mondiale del Diabete è una delle occasioni in cui si esprime al meglio questa solidarietà.

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