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Federico Morgagni: la Giunta Zattini è isolata e non sa cosa dire sul tema delle discriminazioni alle persone LGBT

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Dopo le oltre 2000 duemila firme raccolte in settimana, la manifestazione di oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) , con la partecipazione nonostante il freddo di centinaia di cittadine e cittadini, ha dato l’ennesima prova dell’isolamento della Giunta Zattini rispetto al sentire dei forlivesi sui temi della lotta alle discriminazioni, della tutela delle pari opportunità e della promozione di una cultura del rispetto.
A questo punto riteniamo che la Giunta non abbia che un modo per porre fine a questa vicenda incresciosa e dare prova di voler veramente rispettare il proprio compito di rappresentare e tutelare tutti i cittadini di Forlì: dare finalmente operatività ad un progetto utile che renderà la nostra città più accogliente e paritaria.
Diversamente, ci associamo alla richiesta che l’Assessora Cintorino rimetta al Sindaco la delega alle Pari Opportunità, cosicché questa possa essere attribuita a qualcuno che le pari opportunità sia interessato a garantirle sul serio e a tutti.

Non è possibile infatti accettare ciò che è successo giovedì in Consiglio comunale quando l’Assessora, interrogata dalle opposizioni in merito a quale fosse il contrasto fra “l’adesione alla famiglia tradizionale” (qualunque cosa significhi questa dicitura) e l’autorizzazione di un progetto di formazione contro la violenza di genere e le discriminazioni per orientamento sessuale, si è ben guardata dal rispondere alla domanda e ha invece fornito l’ennesima motivazione, la quinta o sesta diversa nel giro di pochi giorni, sulle cause della sospensione del progetto. Una motivazione, per di più, ancora più grave e irricevibile delle precedenti.

La giustificazione addotta stavolta è stata infatti che il progetto e il suo focus fossero inutili, visto che le persone LGBT non subirebbero nessuna discriminazione in più degli altri cittadini. Tale dichiarazione è davvero stupefacente: ogni tipo di fonte e ricerca – dai dati Istat alle relazioni delle Forze dell’Ordine, a tutti gli studi esistenti relativi al nostro Paese come ad altri – chiarisce che le persone LGBT sono molto più a rischio di violenze, bullismo e discriminazioni. Da qui la necessità di progetti come quello in questione, dei quali le stesse persone LGBT ben volentieri farebbero a meno, se potessero vivere in una società completamente libera e accogliente, senza essere esposti a discriminazioni o minacce per il proprio orientamento sessuale.

Tutto questo sempre che l’Assessora non abbia elementi che la inducano a pensare che qui da noi le cose siano diverse; nel qual caso la invitiamo a condividerli con tutto il resto dell’umanità, visto che configurerebbero Forlì come una eccezione mondiale. Ma siccome così non è, ribadiamo che è tempo di finirla con le scuse e di dare attuazione al progetto. Oppure è venuta l’ora di rimettere una delega che, evidentemente, non si è in grado di esercitare con competenza.

Federico Morgagni – capogruppo “Forlì e Co.”

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