DAKAR 2020. Settima tappa difficile per Schiumarini e Gaspari

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La giornata della settima tappa si è rivelata molto pesante per i piloti e per tutta la Dakar.  “Siamo entrati nella seconda parte di questa Dakar 2020 dopo il giorno di riposo passato nella capitale Riyadh – raccontano Andrea Schiumarini ed Enrico Gaspari -. Una prova speciale impegnativa non solo per i suoi 546 chilometri, il più lungo percorso di questa edizione, ma anche per i tratti veloci sulle dune”.

Il percorso infatti è iniziato su un terreno sabbioso alternato da dune di livello 1 (altezza 5-10 metri) per poi entrare in un tratto di montagna con zone di fuori pista roccioso. Ritorno su sabbia e dune per il tratto finale.
Una prova impegnativa e sicuramente molto pesante per tutta la carovana della Dakar, e di chi segue questo evento, a causa dell’incidente mortale che ha coinvolto il pilota portoghese Paolo Gonçalves, deceduto dopo una rovinosa caduta con la sua moto. Per il team di Andrea Schiumarini ed Enrico Gaspari problemi al radiatore e al cambio.

“È una giornata triste – dichiara Andrea Schiumarini –  per quello che è successo. Sono cose di cui non vorremmo mai sentire parlare ed invece, oggi, al km 273 abbiamo visto che era accaduto qualcosa di brutto e c’erano 3 moto, una era molto rovinata. Non potevamo sapere e così abbiamo continuato a lottare contro la meccanica del nostro Pajero. Oggi, infatti, la guarnizione di testa bruciata ci ha costretti a rabboccare il radiatore con ben 22 litri di acqua. A 5 km dalla fine della speciale ci ha abbandonato il cambio, ed ora stiamo lavorando per essere pronti e ripartire domani mattina.”

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