Valori elevatissimi di PM10 nell’aria? Poluzzi (Arpae E-R): è la sabbia del deserto del Mar Caspio

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La notizia che i valori di PM10 registrati negli ultimi giorni in Emilia Romagna abbiamo avuto un’impennata, ha lasciato tutti stupiti. Le stazioni di monitoraggio di Arpae Emilia Romagna hanno segnato infatti concentrazioni di polveri fini con valori elevatissimi e inusuali, soprattutto a fine marzo, nonostante le misure imposte dal Decreto Cura Italia che prevedono la limitazione degli spostamenti in auto e la chiusura delle fabbriche.
Ben 117 microgrammi per metro cubo di PM10 a Ravenna, 110 a Faenza, 140 a Rimini, 133 a Savignano sul Rubicone (FC). Sono le concentrazioni di polveri fini (PM10) registrate sabato 28 marzo in Emilia-Romagna. Giovedì 26 marzo, i valori erano compresi tra 3 e 25 (µg/m3).

Qual è la causa dell’impennata dei valori di Pm10?
“Si tratta di un fenomeno molto raro e curioso – spiega Vanes Poluzzi di Arpae Emilia Romagna -. Dal 25 marzo, masse d’aria provenienti dalle zone orientali, tra il Mar Nero e il Mar Caspio, sono giunte in Alto Adriatico generando concentrazioni elevate di polveri grossolane. Si tratta di grandi masse d’aria particolarmente ricche di polveri che, sabato 28 marzo, hanno fatto registrare l’aumentato dei valori di Pm10, ma non dei valori di Pm2,5, (il particolato di dimensioni aerodinamiche minori del PM10). Le polveri grossolane, arrivate da Est, sono ricche di particolato di tipo crostale ( della crosta terreste). Si tratta di un fenomeno simile a quello che capita quando perturbazioni di tipo Atlantico trasportano sulla nostra penisola le sabbie del deserto del Sahara e in quel caso la perturbazione si arricchisce di polveri rossastre.
I venti forti hanno movimentato la sabbia presente sul suolo che è stata poi portata in quota e trasportata dai moti atmosferici. “Il fenomeno registrato in questi giorni è stato particolarmente intenso tanto che i valori di Pm10 hanno raggiunto livelli altissimi, anomali anche perchè siamo a fine marzo, e solitamente sono molto bassi” spiega Poluzzi.

Quindi non è corretto parlare di inquinamento?
Parlare di inquinamento è quantomeno bizzarro. Certamente non parliamo di Pm10 dovute all’inquinamento locale, poichè in questo caso non sono valori legati a combustioni o incendi.

Ma quindi l’aria che respiriamo non è meno inquinata, in questo periodo?
“E’ complesso. I provvedimenti legati alle limitazioni per l’emergenza Cornavirus vanno collegati anche anche alle condizioni fisico-chimiche dell’atmosfera.
Sicuramente sono diminuiti i flussi di traffico ma è anche vero che le persone stanno in casa e quindi i riscaldamenti domestici sono più accesi rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti.  Quindi si potrebbe verificare uno “shift” modale. Altra considerazione va fatta per la diminuzione dei consumi dovuti alle attività produttive ma tutti questi elementi sono da considerare anche tenendo presente gli aspetti metereologici.
Per chiarire: i valori di biossido di azoto stanno diminuendo grazie al minor traffico veicolare e alla meteorologia, però il materiale particolato non sta diminuendo perchè ci sono delle complicazioni dovute alla chimica dell’atmosfera, a fenomeni di accumulo presenti nell’atmosfera. Infatti nelle ultime settimane  abbiamo registrato comunque dei superamenti di Pm10, a dimostrazione che per questo particolato non c’è stata una diminuzione intensa come è avvenuta per i valori di biossido di azoto”.

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