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CGIL Forlì interviene su bandi pubblici per buoni alimentari: “Non si facciano discriminazioni”

Cgil esprime la propria preoccupazione in merito alla decisione di alcuni comuni in Emilia Romagna di prevedere nei Bandi per la distribuzione dei Buoni Alimentari (Ordinanza della Protezione Civile n. 658) criteri di accesso restrittivi. “Si parla di Buoni Alimentari finalizzati a persone in stato di bisogno” ricorda Cgil, ricordando che ciò “deve prescindere da requisiti come quelli della Residenza o della Nazionalità”.

Il sindacato ha rilasciato la seguente nota stampa per chiare la propria posizione:

“E’ necessario ricomprendere tra i soggetti beneficiari degli “aiuti alimentari” non solo i residenti, ma anche coloro che hanno il domicilio nel Comune in questione. In molti casi si tratta di persone/famiglie in stato di bisogno che sono assolutamente impossibilitate a rientrare nei territori ove hanno la residenza, bloccati dalle misure di contenimento Covid-19. Perciò è necessario che i Comuni provvedano anche per loro.

Mentre sulle persone di nazionalità straniera nel comprensorio forlivese,  il Comune di Forlì , di Predappio e il Comune di Dovadola ( non abbiamo ancora visionato i bandi per i Comuni di Portico e di Rocca San Casciano) hanno richiesto il requisito del permesso di soggiorno con un anno di validità richiamando la norma di legge che parifica tali cittadini in ambito sociale ai cittadini Italiani e comunitari, ma escludendo così persone con permessi di soggiorno di validità inferiore.

Una situazione che potrebbe escludere dunque persone straniere in stato di bisogno il cui permesso ha durata inferiore di un anno. Ad oggi il Comune di Forlì , anche a fronte della nostra segnalazione, ha previsto una quota pari al 20% del Fondo per far fronte a tutte le persone che non abbiano i requisiti. E’ necessario che si faccia particolare attenzione affinché tali risorse siano sufficienti affinché nessuna persona /famiglia bisognosa non trovi risposta. Siamo certi della collaborazione in tal senso, e chiederemo loro un costante monitoraggio delle domande e del fondo, in attesa che tale nodo venga sciolto”.

La richiesta di Cgil

“Chiederemo al Comune di Predappio e a quello di Dovadola di modificare il criterio di accesso per includere tutti e nel frattempo prevedere ove non lo abbiano fatto una quota del fondo a chi non abbia i requisiti di accesso.

Anche a livello regionale, le organizzazioni sindacali proseguono con le interlocuzioni con la Regione e con l’ANCI per richiedere l’ eliminazione di ogni disposizione comunale che ponga un qualsiasi criterio di accesso o priorità alle misure per garantire generi  di prima necessità a chi e’ duramente colpito dalla crisi in corso.

Sono momenti difficili per la nostra comunità è necessario che prevalga l’interesse collettivo per preservare l’intera comunità. #Primachihabisogno”