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Emergenza Coronavirus. Ragni (Fratelli d’Italia) su settore sanitario: “Necessario potenziare personale e servizi”

Fabrizio Ragni (Fratelli d’Italia) ha espresso le sue considerazioni in merito allo stato di salute del settore sanitario in Regione: “La Sanità dell’Emilia-Romagna ha già pagato duramente le politiche di risparmio imposte da governi e giunte regionali del Pd: sono stati tagliati posti letto, piccoli ospedali, personale, sono stai fatti accorpamenti discutibilissimi (vedasi la creazione dell’Ausl Romagna) a fronte di spese per manager e consulenti ancora inammissibili, penalizzati con turni di lavoro massacranti: medici, infermieri ed operatori sanitari. Per questo diciamo che  una volta superata l’emergenza sanitaria  del Coronavirus si dovrà varare  in Emilia-Romagna un piano straordinario di assunzioni, attuare ogni azione utile a garantire la sicurezza degli operatori e garantire quegli interventi infrastrutturali (ampliare i padiglioni, rafforzare accoglienza, foresteria, pronto soccorso e ambulatori) necessari da anni”.

“Non vorremmo che a pagare il prezzo di una incapacità dirigenziale e politica a trovare soluzioni per nuove economie di gestione siano di nuovo operatori e professionisti della Sanità. Sono stati smantellati piccoli ospedali e tagliati i posti letto: da 16.000 a  13.000 in 10 anni in Emilia-Romagna. C’è carenza endemica di medici: nel 2025 ne mancheranno 600 secondo il fabbisogno territoriale nella nostra regione e reparti come i pronto soccorso, le medicina interna o le cardiologie ne avranno una dura ripercussione. Una carenza che s’è messa in luce proprio nell’emergenza Covid19 con   il reclutamento, anche nella nostra regione, di medici e infermieri già andati in pensione, a fronte di scelte politiche (il numero chiuso all’università di medicina, le assunzioni bloccate, il mancato rinnovo dei contratti e pochi posti per la formazione) che hanno penalizzato la categoria”: aggiunge ancora Fabrizio Ragni.

L’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce la gravità del problema:  “Prima dell’emergenza da Covid19 s’è discusso a lungo del problema della migrazione degli utenti dalle periferie  agli ospedali delle città dell’Emilia-Romagna, il pendolarismo intra-regionale  causato dai tagli ai servizi con conseguente intasamento e allungamento dei tempi d’attesa per interventi chirurgici, accessi ai pronto soccorso ed agli esami specialistici. Ed oggi    questa crisi sanitaria ha messo a nudo le criticità del sistema, che pure ha retto all’onda d’urto della pandemia, grazie anche all’abnegazione, in certi casi all’eroismo di medici e personale sanitario”: afferma Fabrizio Ragni.

L’esponente di Fratelli d’Italia insiste sulla necessità, superata la fase emergenziale da Covid-19,  di: “Mantenere alta la capacità di risposta e la qualità dei servizi sanitari ai cittadini abbandonando le politiche attuate dalla sinistra di: disinvestimenti,  tolleranza nella precarietà dei rapporti di lavoro, esternalizzazioni o indebolimento della rete dei servizi sanitari pubblici,  avviando da subito un programma di nuove assunzioni e  discutendo  su scala provinciale di un programma di riallineamento tra le necessità della medicina generale e della rete ospedaliera e dei servizi sanitari, per evitare che a subirne il contraccolpo sia, oltre che il personale in servizio chiamato a turni a volte insostenibili, pur in presenza di un alto numero di medici precari, sia il cittadino/utente che è il soggetto a cui si dovrebbero dedicare – anche per diritto costituzionale – tutte le attenzioni e tutte le risorse”: conclude l’esponente forlivese di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ragni.