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Forlì e Co: Megastore di via Balzella. Per la Giunta “tutti colpevoli, nessun colpevole”. E il bene dei cittadini?

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Eravamo intervenuti come gruppo consiliare per esprimere tutte le nostre perplessità sulle modalità con cui la Giunta di Forlì si era resa “disponibile” a un confronto coi cittadini del “Comitato contro il megastore di via Balzella”. Ci sembrava difficile credere che vi fosse una reale apertura dopo mesi di rifiuto del dialogo e avendo precisato, prima di accettare il confronto, di non avere comunque la minima intenzione di cambiare idea.

Ciò detto, però, era difficile prevedere quello che è successo ieri sera. Di solito, quando i cittadini pongono le proprie istanze, gli amministratori pubblici si recano là dove i problemi sono emersi per favorire la massima partecipazione dei residenti interessati, ma in questo caso, timorosi di rispondere ai forlivesi, Sindaco e Giunta hanno preteso che l’assemblea si svolgesse in Comune, nonostante la capienza limitata a causa delle normative anti-Covid.

Avendo poi voluto organizzare “in casa” l’assemblea, sarebbe stato logico aspettarsi che la Giunta ne garantisse il buon funzionamento, ma quando decine di cittadini si sono presentati, chiedendo di prendere parte ad una iniziativa che aveva ovviamente suscitato grande interesse, l’organizzazione è andata subito nel caos, col risultato di lunghissime attese e assembramenti sotto il Comune; infine parecchi cittadini sono stati costretti ad andarsene.

In sala, frattanto, Sindaco e Vice-Sindaco sono intervenuti per quasi un’ora di comizio-fiume, interrotti solo dalle ovazioni del nutrito gruppo di supporters che si erano portati dietro per darsi coraggio. Forse queste prolisse orazioni sarebbero state sopportabili se si fosse data una minima risposta alle questioni sul terreno. Peccato che non sia avvenuto nulla di tutto ciò.

Gli amministratori, incapaci di giustificare i benefici per la città di questa discutibile speculazione commerciale, e senza risposte per le numerose confutazioni avanzate in questi mesi rispetto all’impatto dell’arrivo di Esselunga sul commercio locale e di prossimità, sull’occupazione del comparto, il traffico e l’inquinamento, hanno ripiegato su uno sterile mantra, ripetuto quasi all’ossessione: anche le Amministrazioni precedenti hanno autorizzato medie e grandi superfici commerciali di vendita. In altre parole: “siamo tutti colpevoli, quindi nessuno è colpevole”.

A parte la strumentalità di buttare nello stesso calderone vicende diverse accadute in periodi diversi (come se, ad esempio, la crisi economica in corso non imponesse nuove scelte e differenti riflessioni), non si capisce davvero chi dovrebbe essere soddisfatto da questo tipo di spiegazioni, salvo che qualche tifoso o pasdaran. I cittadini di Forlì vogliono decisioni che siano nell’interesse della città e per il bene comune, non uno sterile giochino politicista che evita il merito del confronto trincerandosi dietro la puerile giustificazione che “così han fatto tutti”.

In conclusione ieri sera è andata in scena l’ennesima prova che a questi amministratori non importa nulla del parere dei cittadini, né tanto meno del dialogo e del confronto. Da parte nostra siamo pronti a continuare la battaglia contro una decisione che riteniamo sbagliata e dannosa, rilanciando la proposta che avevamo già presentato in Consiglio comunale (e che la maggioranza ha bocciato senza esitazioni) di una moratoria sull’autorizzazione di ogni nuova media o grande superficie commerciale  di vendita, in attesa di più adeguati approfondimenti rispetto all’impatto di questo genere di attività sul tessuto sociale, economico, ambientale e occupazionale di Forlì.

Il gruppo consiliare di Forlì e Co.

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