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Le norme anti covid sono un girone infernale senza ritorno

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Le norme anti covid adottate dal Governo oltre ai danni diretti verso le aziende del commercio e quelle dello sport, scaturiscono dei danni collaterali che a mio avviso non sono stati ancora abbastanza evidenziati dagli organi di stampa.

Per far comprendere la dimensione descrivo un esempio: una persona viene a sapere da un amico che ha frequentato che è risultato positivo. Intanto ringrazia poiché la comunicazione poteva essere non scontata. Da quel momento come si dice “ha il cerino acceso in mano” e quindi cosa fa?

Dovrebbe attendere le comunicazioni della AUSL competente che laddove riesca a tracciare e ricevere i recapiti dei frequentati dal positivo dovrebbe informare tutta la filiera. Quanto tempo impiegherà e nel frattempo la persona informata dall’amico cosa deve fare se lavora o studia?

Il medico curante non ti somministra il riposo poichè sei asintomatico, quindi se l’individuo è una persona seria e cosciente non si reca al lavoro oppure a scuola, ma per quanto tempo e nel caso di un lavoratore in quale posizione amministrativa resta a casa? Deve prendere le ferie laddove l’impiego glielo consente, poiché se è un lavoratore autonomo dovrebbe chiudere la sua attività. Chi lo rimborsa?

Nel frattempo alla nostra persona se non vuole aspettare la AUSL e constatato che le farmacie non rilevano ed analizzano i tamponi, non gli resta che recarsi a proprie spese presso un centro diagnostico che rileva ed analizza i tamponi rapidi. Laddove sia negativo come recupera i giorni di ferie di cui ha fruito, in attesa delle procedure e del tampone? Probabilmente il medico curante ti prescriverà dei giorni di riposo per giustificare l’assenza dal lavoro o da scuola ma solo se hai fatto un tampone!

Bisogna chiedersi a questo punto, in merito alla diffusione del virus, quante persone possano recarsi a proprie spese per un tampone e quante decidano di continuare a lavorare o recarsi a scuola in attesa della chiamata della AUSL, ma soprattutto a fronte di una sempre maggiore diffusione del virus quanti cittadini positivi asintomatici devono restare a casa in quarantena per 15 giorni e quanti invece le persone, parimenti assenti dal lavoro, alla ricerca o in attesa di un tampone certificante, per sè o per i familiari?

A mio avviso l’incidenza sociale ed economica dei numeri attuali e di quelli futuri non è stata ancora valutata, poiché se la diffusione aumenta, per un paziente trovato positivo ci saranno altre centinaia che dovranno fermarsi per alcuni giorni e fare un tampone.

Una spirale di un girone infernale senza fine. Urge trovare una soluzione normativa diversa in attesa del vaccino.

Raffaele ACRI – Responsabile Provinciale Seniores Forza Italia

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