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In Emilia-Romagna procede la campagna vaccinale: obiettivo, mettere in sicurezza ospedali, strutture socio-sanitarie e CRA

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In Emilia-Romagna la campagna vaccinale contro il Covid sta procedendo a pieno ritmo. E nel rispetto delle indicazioni nazionali del commissario Domenico Arcuri. Nella sua comunicazione del 17 novembre scorso inviata alle Regioni, infatti, nel chiedere il numero di persone da vaccinare, per poter organizzare la campagna stessa, chiedeva di considerare per ogni presidio ospedaliero “il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo”.

Quindi – oltre al personale sanitario e sociosanitario – anche il personale non sanitario, come ad esempio gli amministrativi, i tecnici e i dipendenti delle aziende che garantiscono i servizi in appalto (pulizie, pasti, ecc.), altrettanto fondamentali per garantire il funzionamento dei servizi.

Questo, spiegano dalla Regione, per garantire che gli ospedali, ambienti più critici rispetto alla trasmissione virale insieme alle CRA, siano COVID-free. Infatti, anche in merito alle CRA la vaccinazione riguarda sia i degenti sia tutti gli operatori delle strutture per anziani.

Una scelta peraltro condivisibile, avanzano dalla Regione: sarebbe infatti pericoloso vaccinare solo una parte di coloro che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere e residenziali. Occorre infatti garantire i massimi livelli di sicurezza, creando ogni barriera possibile per contrastare l’accesso al virus in ambienti destinati a persone in situazione di estrema fragilità e a coloro che devono garantire la loro assistenza.

L’attività in corso è puntualmente rendicontata sul sito nazionale che aggiorna sul numero di vaccini fatti in Italia, così come in quello della Regione Emilia-Romagna, con i dati suddivisi in tre categorie: personale sanitario e socio-sanitario, personale non sanitario, ospiti strutture residenziali.

E’ quanto precisa l’assessorato regionale alle Politiche per la salute, dopo che in alcuni articoli di stampa si è parlato del fatto che in questa prima fase della vaccinazione siano state fatte rientrare categorie professionali non previste, a discapito degli anziani ospiti nelle CRA.

Per quanto riguarda poi le vaccinazioni nelle CRA, in Emilia-Romagna sono già oltre 6mila le dosi somministrate ai degenti delle residenze per anziani. Ora però è possibile procedere con maggiore facilità e rapidità. Prima dell’approvazione del Decreto legge del 5 gennaio 2021 (in particolare l’articolo 5), non c’erano modalità praticabili di raccolta del consenso per i soggetti non in grado di poterlo esprimere in maniera valida, e per i quali non fosse presente un tutore o amministratore di sostegno. Adesso, viceversa, si è nelle condizioni di poter accelerare.

 

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