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Nuovo annuncio di ristori regionali, Morrone (Lega): “Sono sempre gli stessi rimandati di mese in mese”

“Riprende la girandola di cifre e di promesse di ristori regionali ad alcune delle categorie più danneggiate dai provvedimenti restrittivi anti-Covid del Governo. Il primo dicembre 2020 il presidente Stefano Bonaccini aveva annunciato ‘con soddisfazione’ di avere praticamente già a disposizione 31 milioni (10 regionali, 21 governativi grazie al decreto ristori-quater) destinati a bar, ristoranti, taxi e NCC, palestre e così via. A dire di Bonaccini le risorse sarebbero state disponibili tra fine dicembre e inizio gennaio. Sono passati quaranta giorni ed ecco il nuovo annuncio di Bonaccini. I milioni sono diventati 40, ma solo dal 20 gennaio partiranno i primi bandi per assegnare le risorse, per gli altri si vedrà”. Lo afferma in una nota il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone.

“In pole position ci saranno finalmente bar e ristoranti destinatari di circa 21,3 milioni. Se tuttavia pensiamo al numero di esercizi em”liano-romagnoli messi in ginocchio dalle chiusure governative, capiamo subito che si tratta di cifre piuttosto modeste. In concreto un’elemosina. Meglio qualcosa di nulla, si dirà, ma le prese in giro non piacciono agli imprenditori e ai lavoratori ormai provati da mesi di incertezze e delusioni. Un analogo commento vale infatti per le altre categorie: sono complessivamente 3,5 i milioni per due bandi riservati a piscine pubbliche, taxi e NCC. Ben altre risorse erano state elargite direttamente dalla Regione Lombardia già a novembre 2020 alle categorie escluse dagli indennizzi governativi. Solo a fine gennaio, infine, saranno ‘probabilmente’ attivati i bandi per altre categorie, vedi per esempio cinema, discoteche e palestre fermi da mesi nonostante si fossero attrezzati per evitare affollamenti e contagi. Ma dall’annuncite regionale emergono altre considerazioni: la difficoltà della Giunta regionale a gestire la crisi economica, la tendenza a nascondere questa difficoltà dietro ripetitivi annunci promozionali e, soprattutto, la scarsa capacità di Bonaccini di incidere nella politica romana, come portavoce delle Regioni, nonostante il PD sia azionista di punta del Governo. Gli esempi sono lampanti, vedi per esempio la ‘farsa’ della data di riapertura della scuola in Emilia-Romagna e l’imposizione autoritaria di nuove restrizioni alle regioni, tra cui la nostra”.