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Parità di Genere. Verso Lotto Marzo: “Mobilitiamoci contro la Violenza di Genere”

Sabato 27 febbraio alle 16,30 in piazza Ordelaffi a Forlì.

Parità di genere ha rilasciato il seguente comunicato invitando ad una mobilitazione in data sabato 27 febbraio alle 16,30 in piazza Ordelaffi a Forlì: “Ci mobilitiamo in coordinamento con realtà che ci sostengono da tutta la Romagna, in risposta alle campagne di disinformazione sostenute dalle forze estremiste della destra italiana ed europea che arrivano oggi a tappezzare le pubbliche affissioni e gli spazi delle nostre città con un messaggio distorto e antiscientifico, con l’obbiettivo di riportare le donne ad una condizione di sottomissione, che diffondono una visione oscurantista della donna senza libertà di scelta sul suo corpo e sulla sua vita.

Anche questa è violenza di genere! Dall’inizio del 2021 sono 10 le donne vittime di femminicidio: una donna ogni 5 giorni perde la vita, per mano di un uomo. Questo fenomeno è frutto della cultura patriarcale e discriminante in cui viviamo, che riconosce alle donne il solo ruolo di assistenza, cura e maternità.

Sabato saremo in piazza per gridare forte che questi femminicidi non sono casi, che gli autori di queste violenze non sono facilmente liquidabili come mostri, che questo “massacro” di genere, compiuto in un assordante silenzio mediatico, inizia nella quotidianità, dalla precarietà lavorativa e dalla disoccupazione, dal debole potere di rappresentanza nelle istituzioni e nella socialità, dalla rappresentazione oggettificata del corpo e della sessualità, ma soprattutto dall’attacco sistematico e subdolo al diritto civile di autodeterminazione, che ha il suo fondamento nel diritto all’aborto.

Il femminicidio è una conseguenza del potere esercitato sulle donne, un abuso che nella maggioranza dei casi non viene riconosciuto, e che viene giustificato ogni qualvolta scegliamo di normalizzare la discriminazione di genere, di non stigmatizzarla, veicolando contenuti che legittimano i tentativi di prevaricazione sul corpo e sulla vita delle donne.

Per questo chiediamo che non sia più concesso spazio o suolo pubblico a campagne e iniziative violente contro le donne. Chiediamo alle istituzioni di riconoscere il diritto all’aborto come base su cui si fondano i diritti civili delle donne e per questo motivo garantire l’applicazione della legge 194, potenziando il ruolo centrale dei consultori pubblici, quali sede di prevenzione, di ascolto e di garanzia di contraccezione sicura e gratuita a tutela della salute della donna, e di farne uno strumento attivo per contrastare allarmismi disinformativi.

Chiediamo alle istituzioni e alla società civile di attivare progetti e iniziative per rendere possibile la difficile evoluzione culturale necessaria a garantire un futuro migliore per le bambine e le ragazze di questo paese, e rispetto e riconoscenza alle nostre madri e alle nostre nonne che si sono battute per il diritto all’aborto e per la nostra libertà di scelta”.