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­­­CNA Forlì-Cesena: “Settore benessere, sale l’allarme per acconciatura ed estetica”

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Dopo l’introduzione della zona rossa nelle vicine provincie emiliane salgono la preoccupazione e l’allarme tra gli operatori del benessere per quanto riguarda la sospensione delle attività di acconciatura ed estetica, come afferma il presidente provinciale di CNA Forlì-Cesena Lorenzo Zanotti:

“Come CNA Forlì-Cesena associamo a livello provinciale oltre 220 aziende del comparto acconciatura e oltre 100 imprese del comparto estetica, tutte imprese che nei mesi scorsi hanno fatto investimenti importanti per poter lavorare in sicurezza, rispettando tutti i protocolli e le prescrizioni a tutela della salute di clienti, dipendenti. Come CNA abbiamo dato loro un supporto importante in termini di formazione, aggiornamento e strumenti utili. Tutto ciò ha fatto sì che i saloni di estetica e acconciatura siano luoghi sicuri. Infatti, seguendo le misure di contenimento del virus tali attività hanno potuto proseguire, riconoscendo di fatto l’efficacia dei protocolli di sicurezza a cui le imprese del settore si sono adeguate in maniera stringente e rigorosa”.

“Non è un caso che saloni di acconciatura e barbieri, in questi mesi, non abbiano in alcun modo rappresentato fonte di contagio. Appare, pertanto, incomprensibile e priva di motivazioni oggettive questa repentina quanto inaspettata esclusione dal novero dalle attività di servizio ammesse in zona rossa. Al contrario, CNA ha in più occasioni manifestato la necessità di consentire la prosecuzione dell’attività in zona rossa anche alle imprese di estetica che, contrariamente a quelle di acconciatura, non si sono viste riconoscere tale possibilità neanche nei precedenti decreti. Tali imprese, al pari degli acconciatori, garantiscono, infatti, la massima sicurezza sia per organizzazione che per modalità di svolgimento del lavoro. Pare francamente assurdo che queste categorie, già penalizzate in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, possano essere punite di nuovo e senza motivazioni oggettive” conclude Zanotti.

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