Quantcast

Vaccini al personale della scuola. Dirigente di Liceo forlivese scrive a Bonaccini: ritardi, rimandi, incertezze… cosa succede?

Più informazioni su

Elettra Stamboulis – curatrice d’arte, sceneggiatrice, ex prof in vari istituti superiori di Ravenna e ora Dirigente scolastico al Liceo Artistico e Musicale Antonio Canova di Forlì – ha scritto una lettera al presidente della Regione Stefano Bonaccini su alcune problematiche relative ai vaccini del personale scolastico, perché, parole sue, “vorrebbe capire cosa succede”.

“Sono la dirigente scolastica di un istituto superiore di questa Regione – scrive la  Stamboulis – e sono preoccupata della situazione vaccinale tra il personale della scuola. Parto dai dati: al 5 marzo secondo i dati AIFA la Toscana aveva vaccinato il 68,5% degli aventi diritto, la Puglia il 62,2%, la nostra regione il 26,2%. Certo, c’è la Lombardia con l’1%, ma sarebbe meglio confrontarsi con chi fa meglio. Cosa è successo?”

“Ecco ad esempio cosa è successo a me – avanza la Stamboulis – il primo giorno in cui ci si può prenotare comincio a telefonare al mio medico. Come succede nei giorni di visita la dottoressa non risponde, perché è impossibilitata. Le scrivo una mail, e lei mi richiama dopo due giorni prendendo la mia prenotazione. Chiedo per il mio compagno che è all’Università e dice ‘sì, anche lui, si capisce’, ma il giorno dopo richiama perché la prima informazione che aveva era errata. Dice che mi chiamerà per la data: dopo una ulteriore settimana, di domenica mattina mi telefona e mi convoca per venerdì 12 marzo. Sfortuna vuole che il lotto sia bloccato per controlli e quindi è tutto rimandato non si sa a quando”

“Passiamo a mio fratello, docente: a lui il medico dice di non poter garantire subito la vaccinazione. Risulta infatti 29esimo di 60 assistiti tutti lavoratori della scuola e le sue 20 dosi non bastano. Gli dice che se trova un medico che ha dosi disponibili perché non ha numeri così alti di aventi diritto, può chiedere di inserirsi. Sua moglie, che nel frattempo si vaccina, chiede alla sua dottoressa, che le dice che sì, lei avrebbe 8 posti, ma non li può usare perché “bisogna andare dal proprio medico”. Anche lui quindi resta in attesa” racconta la Stamboulis.

Mia figlia, trent’anni tra poco e ricercatrice all’università di Varsavia, in smart working da marzo 2020, intanto si vaccina in Polonia. Io continuo ad andare tutti i giorni, come da marzo 2020 a questa parte, a scuola. Non sarebbe il caso di imparare a copiare da chi fa bene? Lo dice una ex insegnante, che lo insegnava anche ai suoi studenti. Per imparare copiate con maestria, elaborate quanto di buono è venuto prima di voi, senza sentirvi dei fenomeni, con l’umiltà di imparare dagli altri”.

Più informazioni su