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Antonio De Rosa: Ravenna Festival 2021 vi sorprenderà, sarà l’evento della ripartenza dello spettacolo dal vivo… per non chiudere più

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Proprio oggi, 8 aprile, il Ministro del Turismo ha parlato di 2 giugno, Festa della Repubblica, come data simbolica della piena ripartenza dell’Italia dopo oltre un anno di pandemia. E il 2 giugno si aprirà ufficialmente anche il Ravenna Festival 2021, giunto alla 32^ edizione, dedicato a Dante, nell’anno del Settimo Centenario. Sarà un festival in presenza come nel 2020, più lungo (fino al 31 luglio) e più ricco di appuntamenti, con il coinvolgimento di molte sedi oltre alla location principale della Rocca Brancaleone. Sarà il festival della rinascita della cultura, della riapertura definitiva, della fiducia e della sicurezza. Ne è sicuro il Sovrintendente Antonio De Rosa. Che però si tiene tutto abbottonato sul programma, limitandosi a dire che sarà sorprendente: “Annunceremo il programma completo quando ci sarà la notizia certa della riapertura dei teatri. – dice – Non ci piace l’idea di chiudere il programma del festival in una bottiglia e di affidarlo al mare sperando in chissà cosa.” Ma entro aprile, confida, dovrebbero arrivare le buone notizie.

L’INTERVISTA

La buona notizia è che il Ravenna Festival 2021 si farà in presenza come nel 2020. Anno scorso prevalevano senso di speranza e anche un po’ di avventura, era la rivincita della cultura. Quest’anno il clima è un po’ cambiato… che festival sarà in chiave psicologica e che messaggio sarà per il mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo, così duramente colpito da un anno di gravi difficoltà e di quasi totale inattività?

“Sarà un messaggio di grande fiducia e di ripartenza, anche quest’anno. Noi peraltro siamo reduci da questa bella tournée in streaming, che mi pare la prima mai effettuata in questi tre magnifici teatri chiusi – il Donizetti di Bergamo, il Mercadante di Napoli e il Massimo di Palermo – con l’Orchestra Cherubini diretta dal Maestro Muti. È stata anche questa un’iniezione di fiducia straordinaria, perché l’orchestra è stata convocata in zona rossa, abbiamo fatto le prove in zona rossa, abbiamo viaggiato, preso aerei, treni, autobus, abbiamo aperto alberghi. Non vi dico la commozione quando siamo andati via, con l’albergatore e il personale che ci hanno ringraziato, perché hanno detto: “ci avete dato un filo di speranza per il futuro”. Tutto questo è stato molto bello. Nessuno è stato contagiato. Abbiamo fatto un serratissimo programma di tamponi e adottato tutte le misure di protezione che i ragazzi della Cherubini hanno imparato molto bene. È la dimostrazione che si possono fare spettacoli dal vivo, che i teatri sono luoghi sicuri. Con l’estate del 2021 noi dobbiamo ricostruire un tessuto che si è sfilacciato e che contempla gli artisti, tutte le maestranze e l’indotto che ruota attorno allo spettacolo dal vivo. E naturalmente coinvolge il pubblico che deve riabituarsi ad andare a teatro con fiducia.”

L’idea è quella di riaprire per non chiudere più.

“Sì, certamente. Noi speriamo già da maggio e che il Teatro Alighieri possa essere il primo a riaprire. Naturalmente con i vaccini e con tutte le attenzioni che dovranno essere mantenute e alle quali siamo abituati: il distanziamento, le mascherine. Io non sono certo in grado di dire per quanto tempo durerà, ma nelle condizioni date almeno si potrà tornare a vivere l’emozione dello spettacolo dal vivo.”

Sarà un festival più lungo e con luoghi diversi, non solo la Rocca Brancaleone… è così? E niente Pala De André dove la cosa migliore è continuare a suonare la musica dei vaccini…

“Sì, il Pala De André ha una funzione che in questo momento è al primo posto. Lì bisogna continuare a vaccinare. È quello che pensano i cittadini, prima ancora che quello che penso io. È un luogo straordinariamente flessibile che può reggere anche una crescita del numero dei vaccinandi: noi speriamo siano sempre di più. Torneremo al Pala De André l’anno prossimo con grande emozione, ma per quest’anno lo lasciamo a questa grande funzione sociale. Noi punteremo sulla Rocca Brancaleone che così tanti momenti emozionanti ci ha consegnato anno scorso. Fra i luoghi all’aperto confermiamo il Pavaglione di Lugo e poi l’Arena allo Stadio dei Pini di Cervia, a cui si aggiungerà anche Piazza Garibaldi. Poi avremo il ritorno a Palazzo San Giacomo a Russi.”

Non mancheranno i luoghi al chiuso.

“Sì, ci saranno le basiliche che in questo momento sono chiuse ma che speriamo siano preso riaperte, così come il Teatro Alighieri che ci ospiterà in caso di pioggia. La direzione artistica ha fatto un lavoro straordinario: il festival numero 32 comincia il 2 giugno e si chiuderà il 31 luglio, è un festival di due mesi, con il sostegno del Ministero della Cultura, del Comune di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna, degli Amici del Festival, e di tutti i nostri sponsor che hanno continuato a sostenerci. La 32^ edizione sarà diversa dall’anno scorso, perché sarà una svolta verso la ripartenza che non dovrà più conoscere soste.”

Ravenna Festival

Malgrado le limitazioni, anno scorso il programma fu ricco e importante. Quest’anno cosa proporrete? Qualche nome? E quando il programma definitivo?

“Anche quest’anno avremo un grande programma, con la dedica a Dante, con un’impaginazione straordinaria che credo non abbia eguali nello spettacolo dal vivo. Il festival ha sempre lavorato con molta attenzione su Dante fin dalla sua fondazione negli anni ’90; poi nel 2015 con i 750 anni della nascita è cominciato un percorso straordinario che culminerà con il Settimo Centenario di quest’anno. Ma su questo la direzione artistica del festival darà a tempo debito delle belle sorprese al nostro pubblico. Il Settimo Centenario è uno stimolo strepitoso per gli artisti e verrà onorato in maniera eccellente.”

C’è molto interesse intorno al programma su Dante, certo. Qualche anticipazione a parte ciò che già sappiamo sul ritorno di Elio Germano e del divino Sergei Polunin? Il Paradiso della Trilogia come sarà?

“Il Paradiso delle Albe sarà. Loro ci stanno lavorando con la direzione artistica del festival per rendere possibile il Paradiso in terra. Cosa che in questo momento rappresenta una bella utopia ma anche una suggestione straordinaria. Ma non posso dire di più. Saranno loro a dirci qualcosa in più quando saranno pronti, io non voglio sconfinare nel lavoro di amici valentissimi che stanno lavorando con grande impegno e con le difficoltà che si possono immaginare.”

Il 2 giugno con quale evento aprirete il Ravenna Festival 2021? Sempre con Riccardo Muti?

“Non lo so (ride, ndr). Diciamo che il festival è pronto ma io, Franco Masotti, Angelo Nicastro e Cristina Muti, che è sempre con noi, abbiamo concordemente deciso che annunceremo il programma completo solo quando ci sarà la notizia certa della riapertura dei teatri. Lo ancoriamo a una certezza e a una realtà che si potrà già vedere e toccare, non a un futuro che si sposta nel tempo e che appare incerto. Non ci piace l’idea di chiudere il programma del festival in una bottiglia e di affidarlo al mare sperando in chissà cosa. Pensiamo che entro la fine di aprile avremo delle novità positive. Allora si farà l’annuncio. Con tutti i limiti e le precauzioni del caso, naturalmente. Ma finalmente il festival ci sarà e sarà in presenza. E sì, naturalmente ci sarà il Maestro Muti. Ma tutto il programma non mancherà di sorprendere positivamente.”

Riccardo Muti

Gli streaming ormai sono irrinunciabili per voi.

“Sì è una questione di responsabilità e finalità sociale. Non possiamo permettere che la cultura diventi appannaggio di pochi privilegiati che riescono a comprare un biglietto. La cultura deve essere veicolata a livello di massa, grazie alle nuove tecnologie, così come abbiamo fatto con grande successo anche anno scorso, quando abbiamo raggiunto quasi 150 paesi nel mondo. Fra l’altro, nelle prossime settimane aprirà la piattaforma ITsART che ha vinto un bando del Ministero della Cultura e stiamo lavorando per dare a questa piattaforma le nostre produzioni, affinché siano veicolate a un grande pubblico italiano, europeo e mondiale. ”

La bellezza e la sicurezza… quella sarà garantita al massimo livello come nel 2020? 

“Sì, sì. Possiamo dire al nostro pubblico di venire con fiducia. Il personale ha fatto anno scorso una grande esperienza, quando siamo stati i primi a riaprire e abbiamo poi consolidato anche tecniche non invasive. Quest’anno non misureremo la temperatura sulla fronte con la pistola, ma lo faremo con un monitor a lettura ottica. Cercheremo di essere molti discreti perché gli spettacoli del Ravenna Festival siano sempre una grande emozione, un momento straordinario di socialità e di bellezza senza troppe complicazioni.”

polunin

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