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Finto servizio di “pronto fabbro”, si fanno pagare ma procurano solo danni: coppia denunciata a Forlì

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La Polizia di Forlì ha denunciato tre persone per il reato di truffa aggravata, in riferimento a due diversi episodi.

Il primo caso riguarda una transazione online non andata a buon fine. Un 43enne forlivese, interessato ad un orologio Garmin in vendita da un privato su una nota piattaforma di e-commerce, dopo avere concluso telefonicamente la trattativa, ha versato 240 euro in un conto corrente bancario indicato dal venditore senza poi ricevere nulla di quanto pattuito. Ha quindi presentato denuncia in Questura e l’accertamento che ne è conseguito ha permesso di identificare una donna di 30 anni residente in Campania, che ora dovrà rispondere del reato di truffa aggravata. Non è la prima volta che questa donna viene alla ribalta per fatti del genere, tant’è che il conto corrente bancario nel frattempo era stato anche bloccato dall’istituto di credito per sospetta frode.

Gli altri due denunciati per truffa aggravata sono una coppia di origine albanese, lui 41enne, lei 38enne, residenti in zona, anch’essi con qualche precedente, i quali reclamizzandosi online tramite il servizio “pronto fabbro” hanno eseguito un intervento presso una abitazione forlivese senza in realtà avere alcuna professionalità al riguardo, anzi procurando anche dei danni, comunque riuscendo con artifizi e raggiri a farsi consegnare 100 euro a titolo di indennità di chiamata. Il fatto è accaduto qualche giorno fa in città, quando la vittima, rimasta chiusa fuori di casa, ha cercato l’aiuto di un artigiano e navigando su Intenet ha reperito il riferimento di questa coppia, che ha assicurato un intervento molto tempestivo.

Purtroppo i due pseudo fabbri non solo non hanno risolto il problema, dimostrando di non avere le competenze che avevano simulato, ma hanno anche arrecato dei danni agli stipiti. Ne è nata una diatriba al termine della quale sono riusciti comunque a farsi consegnare 100 euro per la chiamata, con riserva di quantificare il danno, ma poi si sono resi irreperibili rilasciando una ricevuta fiscale falsa con riferimenti inesistenti della loro azienda. Dopo una serie di accertamenti la Polizia di Stato è riuscito ad identificare la coppia, che è stata segnalata alla magistratura per truffa aggravata.

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