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Lavoratori sfruttati tra le campagne di Forlì-Cesena e Bagnara di Romagna, condannato il responsabile

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Nella giornata di ieri il Tribunale di Forlì ha condannato ad una pena di oltre 4 anni di reclusione uno dei principali responsabili delle violenze e dello sfruttamento lavorativo di oltre 45 cittadini pakistani e afgani che vivevano in un casolare a Bagnara di Romagna e lavoravano in diverse aziende agricole nel territorio di Forlì – Cesena, lo riportano in una nota CGIL – CISL – UIL Emilia Romagna.

“I sindacati confederali hanno supportato i lavoratori avviando un percorso di protezione con la preziosa collaborazione del Comune di Ravenna e si sono costituiti parte civile nel processo ottenendo in sentenza il diritto ad un risarcimento – spiegano i sindacati -. L’azione sindacale di assistenza e denuncia e quella processuale per la repressione dei reati non possono però dirsi sufficienti per la risoluzione del problema del caporalato e dello sfruttamento lavorativo”.

“È urgente – aggiungono concludendo – la creazione di canali di piena legalità che possano garantire ai lavoratori gravemente sfruttati di denunciare in sicurezza la loro condizione, nella certezza di ricevere dalle Istituzioni la giusta protezione e un riconoscimento per il contrasto fornito alla criminalità. Questi lavoratori, spesso stranieri, richiedenti asilo, privi anche delle più elementari competenze linguistiche e dei diritti che devono essere garantiti a tutti i cittadini nel nostro Paese, devono poter trovare una risposta all’altezza della gravità del fenomeno del caporalato, e poter così divenire cittadini a tutti gli effetti e non più merce in mano ai loro sfruttatori”.

 

 

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