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Mario Draghi: Speranza nel governo l’ho voluto io, l’obiettivo è vaccinare 500 mila persone al giorno, la riapertura sarà in sicurezza

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Conferenza stampa ieri sera 8 aprile a Palazzo Chigi del premier Mario Draghi, in cui ha parlato di molti temi, dal PNRR (il Piano nazionale di ripresa e resilienza o Recovery plan) alla campagna vaccinale, dalle possibili riaperture fino alla difesa netta e chiara del Ministro della Salute Roberto Speranza dagli attacchi in particolare di Matteo Salvini. Sollecitato dai giornalisti, sulle continue punzecchiature di Salvini al Ministro della Salute, Draghi ha infatti tagliato corto: “Il Ministro Speranza l’ho voluto io nel governo e ne ho molta stima”. L’altra frase rimasta impressa è stata quella contro i “furbetti del vaccino”.

SULLA CAMPAGNA VACCINALE: L’OBIETTIVO È 500 MILA VACCINI AL GIORNO

“Ma con che coscienza ci sono persone che saltano la lista d’attesa cercando di farsi vaccinare prima, pur sapendo che in questo modo si lascia esposto a rischi chi ha più di 65 anni o qualche fragilità e, di conseguenza, un rischio concreto di morte?” È stata la frase più forte pronunciata ieri dal premier Mario Draghi all’inizio della conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguita all’incontro con gli enti locali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una frase che è suonata come un richiamo etico e un monito a tutti. “Il personale sanitario in prima linea è giusto che si vaccini — ha detto Draghi —, quello che non deve accadere è che la platea del personale sanitario si allarghi, includendo anche chi non è in prima linea” aggiungendo che coscienza e responsabilità “sono di ciascuno di noi”.

Il piano vaccinale prosegue ha detto il Premier e non si è registrato il temuto boomerang su AstraZeneca: le defezioni sono molto limitate. “Il crollo di fiducia si vede meno di quanto ci si potesse aspettare — ha commentato Draghi —. Continueremo a dare messaggi rassicuranti, con grande serietà e non a cuor leggero. Io tra l’altro mi sono vaccinato con AstraZeneca e così pure mia moglie”.

Il Premier ha rassicurato sul fatto che “la disponibilità dei vaccini non è calata, anzi sta risalendo. E non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti”. Gli obiettivi sono le 500 mila dosi somministrate ogni giorno – “il generale Figliuolo mi ha confermato che sarà così” – anche se al momento il picco raggiunto è di circa 293 mila. Draghi ha precisato che entro aprile saranno vaccinati tutti gli over 80 e gran parte degli over 75, poiché la scelta di mettere in sicurezza prima le categorie più fragili è indispensabile anche alle prossime riaperture.

SULLE RIAPERTURE: NON C’È UNA DATA

Quanto alle riaperture, l’ultimo decreto prevede misure restrittive che coprono l’intero mese di aprile, ma prevede anche — ha ribadito Draghi — la possibilità di rivedere i provvedimenti sulla base dei numeri. “Io voglio che le prossime settimane siano all’insegna della riapertura, ma una riapertura in sicurezza” ha detto il Premier. A partire dalle scuole: “Vogliamo dare ai ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica, consentire loro di finire l’anno insieme”. “Non ho una data” ha precisato Draghi, perché dipenderà dai dati di diversi parametri. Uno è sicuramente quello dei contagi, ma anche quello delle vaccinazioni sarà fondamentale.

Riconoscendo che dietro le manifestazioni dei giorni scorsi contro le chiusure, al netto della violenza mai giustificabile, c’è anche la “disperazione” delle categorie economiche più colpite dalle limitazioni, Draghi ha detto che “la miglior forma di sostegno economico sono proprio le riaperture” ma ha anche precisato che sarà presto all’esame del governo e del Parlamento un nuovo provvedimento di sostegno all’economia e al paese, con uno scostamento di bilancio che sarà superiore all’ultimo provvedimento appena adottato da 32 miliardi.

Sulla apertura della stagione turistica Draghi ha spiegato che anche in questo caso manca una previsione di data. “Garavaglia dice a giugno (il 2 giugno, ndr). Speriamo, magari anche prima chi lo sa”. Restano da stabilire le regole ma, ha anticipato il capo del governo, “siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che abbiano un certificato vaccinale”. In ogni caso, “non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro. E pensiamo anche alla programmazione fieristica: sono molti gli appuntamenti in Italia tra maggio e ottobre che dobbiamo provare a salvare”.

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