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Forlì. Polizia denuncia cinque persone per diversi reati in occasione dei servizi straordinari

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Nella giornata del 12 maggio la Polizia ha dispiegato dodici pattuglie dedicate al controllo del territorio, il soccorso pubblico, la prevenzione e il contrasto alla criminalità, nell’ambito delle quotidiane attività istituzionali e del piano per il contrasto dei furti in abitazione e reati di tipo predatorio disposto dal Questore Lucio Aprile. Il servizio ha previsto l’impiego di pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura e del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna. Durante quattordici posti di controllo sono state identificate novantotto persone e fermati cinquantacinque veicoli. Controllati anche quattordici esercizi pubblici al fine di verificare l’osservanza della normativa anti-contagio. Cinque persone sono state a vario titolo denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati quali la violazione della normativa sull’immigrazione, la ricettazione e il possesso di arnesi da scasso. Sono stati oggetto di verifica undici pregiudicati attualmente destinatari di misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dalla magistratura, senza rilevare irregolarità.

In prima mattina le pattuglie si sono occupate dell’attività di vigilanza in concomitanza dell’afflusso degli studenti presso gli istituti scolastici, nell’ambito della prevenzione di comportamenti antisociali (bullismo e stupefacenti) e dell’attenzione rivolta all’osservanza delle regole anti-contagio. Successivamente si sono resi necessari tre interventi di soccorso pubblico. Il primo ha riguardato un sinistro stradale, fortunatamente senza feriti. Il secondo ha visto coinvolta una anziana straniera che si trovava all’interno di un ufficio postale per problematiche che a causa della barriera linguistica non riusciva a chiarire allo sportellista, il quale ha segnalato il caso alla Polizia; gli agenti intervenuti sono riusciti a comprendere che la donna era rimasta vittima di un tentativo di truffa da parte di un falso esattore dell’agenzia delle entrate che era già riuscito a carpire telefonicamente i dati sensibili della carta prepagata postepay col proposito di sottrarre  denaro, intento vanificato grazie al blocco immediato e la sostituzione della carta di debito. Il terzo intervento, piuttosto delicato, ha riguardato una difficile situazione familiare in un quadro di possibile “codice rosso” in via di accertamento.

Le Volanti hanno poi approfondito alcune notizie di reato pervenute all’ufficio denunce: una truffa mediante l’utilizzo di piattaforma social, un borseggio avvenuto al centro commerciale Punta di Ferro (portafoglio contenente 60 euro), un furto in danno di un cliente di un esercizio di ristorazione del centro (giacca contenente portafoglio con 500 euro), infine il furto di un cellulare in danno di un tredicenne. La truffa è stata commessa da un utente social che simulando un grave stato di salute, avrebbe rappresentato al suo contatto la volontà di destinargli un lascito ereditario, da qui si sono succeduti alcuni accordi per perfezionare la pratica che a dire del truffatore prevedeva il pagamento di tasse e balzelli vari, così che la parte offesa in più passaggi è arrivata a versare quasi 4500 euro; ad un certo punto, il truffatore ha recapitato alla vittima mediante corriere espresso una carta di credito (falsa) con stampigliato il nome della vittima, adducendo fosse dotata di un plafond di 220mila euro, corrispondente alla cifra in ballo nell’asse ereditario, richiedendo un ulteriore e ultimo versamento necessario per le spese bancarie di sblocco del PIN dispositivo. Finalmente la parte offesa ha realizzato che era tutto un inganno e si è presentata in Questura per la relativa denuncia.

Il furto del cellulare è avvenuto nel pomeriggio, vicino alla stazione. Un minore è stato avvicinato da un ragazzo più grande che ha simulato l’urgenza di fare una telefonata chiedendo la cortesia di poter usare il suo telefono. Il minore è caduto nell’inganno e glielo ha consegnato, ma quell’individuo si è dato alla fuga rendendosi irreperibile anche alle successive immediate ricerche in zona da parte della Polizia, così che non è rimasta altra soluzione che sporgere denuncia contro ignoti per l’avvio delle indagini dirette all’identificazione del personaggio e recupero della refurtiva. Per quanto riguarda il borseggio al Punta di Ferro e il furto in centro, sono state acquisite le immagini di videosorveglianza con la speranza possano essere utili per dare un nome agli autori, al momento ignoti.

In serata l’attività è stata potenziata con la presenza, a fianco di due volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale, delle tre pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna. A seguito dei controlli effettuati sul territorio, due stranieri sono stati deferiti alla magistratura per avere violato le norme sull’immigrazione, mentre tre italiani (due uomini ed una donna) sono stati accompagnati in Questura per accertamenti, conclusi con la loro denuncia per ricettazione e possesso di arnesi da scasso. I tre, provenienti dalla riviera e diretti a Imola e Faenza, dove domiciliano, sono stati controllati lungo la via Cervese; durante la perquisizione sono spuntati strumenti da scasso e ricambi di veicolo ritenuti di provenienza furtiva. Il tutto è stato sequestrato.

In centro, una volante è intervenuta per una lite tra fidanzati, nel corso della quale l’uomo si sarebbe appropriato della borsa della ragazza, che poi è stata costretta a trovare ospitalità da un’amica, poiché nella borsa c’erano anche le chiavi di casa e dell’auto, oltre al portafoglio e telefono. L’autore del gesto dovrà rispondere del furto e anche delle minacce proferite nel corso della lite avvenuta per la fine del rapporto affettivo decisa dalla ragazza. La borsa è stata poi recuperata dalla Polizia, con tutto il suo contenuto.

Nell’ambito dell’attività di soccorso pubblico, nella notte è stata approfondita una segnalazione giunta dalla Polizia Postale attraverso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico del Ministero dell’Interno, veicolata sul canale “Commissariato on-line” della Polizia di Stato in merito a propositi suicidari manifestati sui social da un minore. Gli accertamenti preliminari esperiti del Centro Nazionale Anticrimine Informatico di Roma, sviluppati dalla Centrale Operativa della Questura, hanno condotto la Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale ad un appartamento situato in periferia, dove vive il nucleo familiare del ragazzo. Gli agenti hanno contattato con la famiglia accertando che fortunatamente le parole usate dal giovane non corrispondevano a reali intenzioni estreme.

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