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Pandemia. Calano contagi e decessi, si va verso lo spostamento del coprifuoco di un’ora, dalle 22 alle 23

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Il coprifuoco resterà ma sarà posticipato molto probabilmente di un’ora, scatterà alle 23, mentre i centri commerciali potrebbero tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana forse già dal 22 maggio. Si sta anche ragionando di una revisione dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni (anche quelli restano): al posto dell’Rt diventerà determinante l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa è questo il pacchetto di interventi che potrebbe essere esaminato nella cabina di regia tra le forze di maggioranza convocata da Draghi e che potrebbe diventare decreto entro la fine di questa settimana. Il condizionale è d’obbligo, perché nel governo si scontrano come sempre due linee: una più prudente e una più aperturista. Con la curva dei contagi e delle vittime che continua la lenta discesa – siamo tornati per fortuna ai livelli dall’8-10 ottobre scorso – con il progressivo svuotamento delle terapie intensive e con la campagna di vaccinazione che procede senza intoppi (ma non spedita come si vorrebbe) la linea dell’esecutivo diretto da Draghi resta quella di procedere con gradualità nel programma delle riaperture, mantenendo sempre quel principio di prudenza più volte sottolineato dal presidente del Consiglio Mario Draghi (il rischio calcolato), per fare in modo che non si debba tornare indietro.

La fotografia di quanto avvenuto a partire dalle riaperture del 26 aprile si cominceranno a vedere solo con il monitoraggio di venerdì prossimo ed è questo il motivo principale per il quale non ci sarà l’eliminazione delle misure, a partire dal coprifuoco, come vorrebbero parte del centrodestra e buona parte delle Regioni. La verifica dei prossimi giorni sarà poi l’occasione per indicare anche gli interventi che interessano quei settori che non hanno ancora ripreso l’attività. Il settore dei matrimoni, ad esempio, dovrebbe ripartire il 15 giugno; e una data dovrebbe arrivare anche per le piscine al chiuso. Il centrodestra è in pressing per anticipare già a lunedì prossimo l’apertura dei ristoranti al chiuso e delle palestre (prevista invece per il 1 giugno), dei centri commerciali nei fine settimana – domani i 1.300 punti vendita sparsi in Italia abbasseranno le saracinesche per protestare proprio contro la prolungata chiusura – mentre per i parchi tematici si punta al primo giugno (ora fissata al primo luglio) ma difficilmente le richieste verranno accolte.

Per quanto riguarda il colore delle regioni, i dati attuali dicono che a rischiare il passaggio in arancione sono almeno in 3: Lombardia, Veneto e Campania. “A partire dalla prossima settimana l’Rt rischia di aumentare e ci potranno essere nuove zone arancioni – conferma l’analisi dell’Istituto Gimbe riportata dall’Ansa – ma se il governo dice che le riaperture sono irreversibile a questo deve corrispondere un cambiamento dei parametri”. Mercoledì ci sarà una riunione tra il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, Roberto Speranza e le Regioni con queste ultime che continuano a chiedere di tenere in considerazione per l’attribuzione dei colori non più l’indice di diffusione del contagio ma l’Rt ospedaliero e la percentuale dei vaccinati tra le categorie più a rischio.

Sul fronte vaccinale, il Commissario Figliuolo ha annunciato che a giugno si punterà a raggiungere la soglia del milione di dosi al giorno, anche in virtù della grande quantità di dosi disponibili. Purtroppo al momento siamo ancora sotto la soglia dei 500 mila vaccini al giorno, soglia che doveva essere stabile dalla fine di aprile, ma che invece da allora è stata raggiunta solo 4 volte, come riferiscono le cronache.

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