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Cgil, Cisl e Uil: “Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, è in arrivo l’ora dei conti”

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Per Cgil, Cisl e Uil “L’Unione di Comuni della Romagna forlivese a 15 volge ormai al capolinea dal 01.01.2022 Forlì il Comune capoluogo non farà più parte dell’Unione per una precisa scelta politica. Il preventivato futuro assetto dell’Unione  a 14 Comuni ancor prima del suo esordio, presenta però una serie di criticità, che ove non tempestivamente analizzate e risolte,  potrebbero pregiudicare il buon funzionamento di un Ente istituzionale che ha come finalità prioritaria l’erogazione di servizi di qualità al cittadino”.

“Riteniamo – avanzano le Organizzazioni Sindacali – che sia giunto il momento di allargare il dibattito non solo ai primi cittadini, andando ad ascoltare coloro che quotidianamente sono a contatto con i cittadini e ricevono e cercano di dare risposte alle loro necessità. Parimenti chiediamo una assunzione di responsabilità sia da parte del Comune di Forlì che con la sua uscita è venuto meno a quel ruolo di solidarietà e coordinamento a nostro avviso spettante a un comune capoluogo, e dall’altra  parte degli altri 14 Comuni che rimarranno all’interno dell’Unione dei comuni del Forlivese. Occorre dunque che la politica tutta si assuma l’onere e l’onore di traghettare i servizi dall’attuale composizione a quella futura,  identificando un “referente politico”riconosciuto e pienamente sostenuto da tutti i componenti la nuova realtà,  il quale operi insieme ai tecnici per una Unione finalmente strutturata e funzionale ai bisogni del cittadino”.

Per Cgil, Cisl e Uil “Volendo entrare nel dettaglio, va detto che in capo all’Unione sono le seguenti funzioni:

  • polizia municipale
  • informatica
  • protezione civile
  • sportello unico attività produttive
  • controllo di gestione
  • gestione del personale
  • più tutte le competenze ereditate dalle pre esistenti comunità montane, quali forestazione, demanio e altre

tutte queste funzioni dell’Unione a 14, saranno in capo a circa 50 addetti. Nello specifico:

  • Polizia Locale: nella nuova Unione resteranno  esclusivamente  31 Operatori, di cui 27 Agenti, 2 Commissari e 2 Ispettori a gestire un territorio alquanto articolato. Dovrà essere individuato il Comandante di quello che non è chiaro se sarà definito Corpo o Presidio.

E’ ancora da individuare la futura centrale  operativa  (Forlì si porta dietro alla sua uscita l’attuale centrale) al quale il cittadino dovrà rivolgersi per qualsiasi richiesta d’intervento.

Dovrà acquisire un necessario parco macchine, in quanto quelle attuali sono intestate al Comune di Forlì. Dalle ore 00.01 del 01.01.2022 tutte le procedure di polizia, dal semplice intervento per sinistro stradale, alla multa per eccesso di velocità o per guida in stato d’ebbrezza, richiederanno l’utilizzo di apposita documentazione e procedure informatiche dedicate alla nuova Unione. Deve ancora essere individuata la sede del Comando oltre che della futura Unione.

  • Sportello Unità Produttive: non è ancora chiaro quale sarà il futuro assetto organizzativo,  a 14, quale applicativo verrà utilizzato e con quale personale, considerato che attualmente ogni Comune appartenente opera su propri regolamenti, con grande difficoltà per l’utenza del settore.
  • Servizi Informatici: resteranno, in tale servizio strategico per lo sviluppo dei servizi dedicati all’utenza ed al buon funzionamento delle attività, esclusivamente 2 operatori per un comprensorio territoriale molto articolato e con necessità anche diversificate”.

CGIL, CISL e UIL, ritengono “che non debbano essere ne il cittadino, ne i dipendenti dell’Unione a dover pagare il prezzo dell’abissale ritardo organizzativo messo in atto dalla politica locale”.

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