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Come è cambiata la popolazione in provincia di Cesena, Forlì e Rimini nel primo anno della pandemia

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I dati riferiti al 2020, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, riportano residenti in calo per effetto del saldo naturale negativo e un eccesso di mortalità significativo rispetto al periodo 2015-2019; il saldo migratorio si mantiene positivo, l’età media è superiore a quella nazionale e l’incidenza della popolazione anziana (e relativo carico sociale) è in aumento. La Camera di commercio della Romagna, all’interno dell’Osservatorio Economico, monitora le dinamiche e le caratteristiche strutturali della popolazione con riferimento ai territori di sua competenza (province di Forlì-Cesena e di Rimini).

In base agli ultimi dati provvisori del Censimento permanente ISTAT elaborati dall’Ufficio Informazione Economica della Camera di commercio della Romagna, al 31/12/2020 la popolazione residente nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini è pari a 729.034 persone, di cui il 51,4% sono donne. La dinamica del 2020 riporta una flessione dello 0,4% rispetto ai 12 mesi precedenti (-0,4%, Emilia-Romagna, -0,6% Italia). La variazione di medio periodo (dal 2015) è invece pari al +0,31%.

Il saldo naturale del 2020 (differenza tra nati e deceduti) risulta negativo di 4.520 unità, conseguente ad un indice di natalità (6,4 nati vivi ogni 1.000 residenti) inferiore a quello di mortalità (12,6 deceduti ogni 1.000 abitanti). Considerando la media dei decessi nel quinquennio 2015-2019, emerge un eccesso di mortalità per il territorio in esame (per qualunque causa N.d.R.) pari al +19,4% rispetto a un valore atteso di medio periodo (Emilia-Romagna +18,3%, Italia +17,3%).

In termini relativi, l’indice di mortalità del 2020 si discosta dalla media 2015-2019 di 2 punti (12,6 contro 10,6); in Emilia-Romagna lo scostamento è pari a 2,1, in Italia 2,0.

Nel 2020 si riscontra, quindi, un incremento di mortalità, mentre si registra una contrazione delle nascite del 12,7% rispetto alla media 2015-2019 (Emilia-Romagna -10,7%, Italia -11,3%), peraltro con un trend delle nascite costantemente in calo negli ultimi anni, mentre rispetto al 2019 la diminuzione dei nuovi nati è stata pari al 2,7%.

Nel 2020 il saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati, comprensivo dei movimenti di cittadini italiani e stranieri, da altri Comuni e dall’estero N.d.R.) risulta positivo per 3.558 unità e prevalentemente generato dai movimenti da altri Comuni italiani. Il tasso migratorio netto (saldo migratorio per 1.000 abitanti), che costituisce un indicatore di attrattività del territorio, appare dunque positivo e pari a 4,9 immigrati netti.

Gli stranieri residenti al 31/12/2020 sono pari al 10,9% dei residenti totali, (12,2% a livello regionale e 8,5% a livello nazionale), in aumento dello 0,1% rispetto ai 12 mesi precedenti. Nel corso del 2020 si sono verificate 6.800 iscrizioni all’Anagrafe di cittadini stranieri (per nascita, trasferimento da altri Comuni e dall’estero) e 5.150 cancellazioni (di cui 1.477 per acquisizione della cittadinanza italiana).

I principali Paesi di provenienza dei residenti non italiani sono: Romania (con il 17,2% dei residenti stranieri), Albania (16,5%), Marocco (9,9%), Ucraina (8,7%), Cina (7,0%) e Senegal (4,0%).

I principali indicatori demografici del territorio in esame al 31/12/2020 riportano un’elevata densità abitativa (225 abitanti per kmq), superiore sia al dato della regione Emilia-Romagna (198) sia alla media nazionale (196).

L’età media è pari a 46 anni, superiore al dato nazionale (45,4) e allineata al quella regionale (46,0), mentre l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni) è pari a 188,6 (in aumento negli anni), inferiore al dato regionale (190,0) e superiore a quello nazionale (183,3);

L’indice di dipendenza totale, o carico sociale – dato dal rapporto tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e più) e la popolazione in età attiva (15-64 anni) – è pari al 58,4%, in linea con il dato regionale (58,5%) ma superiore a quello nazionale (56,8%);

Infine, le persone da 40 a 64 anni sono il 52,5% in più rispetto ai residenti da 15 a 39 anni e quelle con età compresa fra i 60 e i 64 anni (potenzialmente in uscita dal mercato del lavoro) sono il 44,7% in più rispetto a quelle di età compresa tra i 15 e i 19 anni (potenzialmente in entrata nel mercato del lavoro).

Dinamica e struttura demografica in provincia di Forlì-Cesena

Con riferimento alla provincia di Forlì-Cesena, al 31 dicembre 2020 la popolazione residente totale, in base agli ultimi dati provvisori del Censimento permanente ISTAT elaborati dall’Ufficio Informazione Economica della Camera di commercio della Romagna, è pari a 393.556 persone, in calo rispetto al 31/12/2019 dello 0,4%, (-0,4% Emilia-Romagna, -0,6% Italia), mentre la variazione di medio periodo (2015-2020) ricostruita per il Censimento è pari al -0,4 per mille.

La dinamica del 2020 mostra un saldo naturale (differenza tra nati e deceduti) negativo di 2.402 unità, conseguente a un indice di natalità (6,4 nati vivi ogni 1.000 residenti) inferiore a quello di mortalità (12,5). Considerando la media dei decessi nel quinquennio 2015-2019, emerge un eccesso di mortalità per la provincia di Forlì-Cesena di 585 persone, un incremento dei decessi (per qualunque causa N.d.R.) del 13,5% rispetto a un valore atteso di medio periodo (Emilia-Romagna +18,3%, Italia +17,3%). L’eccesso di mortalità è stato superiore negli uomini rispetto alle donne (+17,6% contro +9,7%). In termini relativi, l’indice di mortalità del 2020 si discosta dalla media 2015-2019 di 1,5 punti (12,5 contro 11,0); in Emilia-Romagna lo scostamento è pari a 2,1, in Italia 2,0.

Nel 2020 si riscontra, quindi, un incremento di mortalità, mentre si registra una contrazione delle nascite del 12,7% rispetto alla media 2015-2019 (-10,7% Emilia-Romagna, -11,3% Italia), peraltro con un trend della natalità costantemente in calo negli ultimi anni. La speranza di vita alla nascita, che risente di eventuali variazioni anomale nella mortalità in un determinato periodo, per il complesso della popolazione, nel periodo in esame è diminuita di circa 10 mesi (da 83,8 anni del 2019 a 83,0 anni nel 2020).

Il saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati, comprensivo dei movimenti di cittadini italiani e stranieri, da altri Comuni e dall’estero N.d.R.) nel 2020 risulta positivo (+2.085 persone) ma non tale da recuperare il deficit naturale. Il tasso migratorio netto (saldo migratorio per 1.000 abitanti) è pari a 5,3 immigrati netti.

Al 31/12/2020 gli stranieri residenti nel territorio di Forlì-Cesena risultano 43.468 (+0,7% nei 12 mesi), pari all’11,0% della popolazione totale, incidenza inferiore a quella regionale (12,2%), ma superiore al dato nazionale (8,5%). Nel corso del 2020 si sono verificate 3.987 iscrizioni all’Anagrafe (per nascita, trasferimento da altri Comuni e dall’estero) e 2.622 cancellazioni (di cui 593 per acquisizione della cittadinanza italiana). Il saldo migratorio effettivo degli stranieri residenti è pari +1.431 immigrati netti (da altri Comuni e dall’estero), il 68,6% del saldo migratorio totale.

I principali Paesi di provenienza dei residenti non italiani sono: Romania (con il 17,9% dei residenti stranieri), Albania (15,1%), Marocco (13,0%), Cina (7,8%), Ucraina (4,8%) e Bulgaria (4,5%).

Incrociando i dati censuari del bilancio demografico della popolazione residente con quelli della straniera residente emerge che, nel corso del 2020, 497 cittadini italiani si sono cancellati dall’Anagrafe per destinazioni estere, mentre 178 sono rientrati dall’estero. Tali dati non tengono ovviamente in considerazione dei trasferimenti temporanei e di quei movimenti da e per l’estero senza cambio di residenza, tuttavia sono indicativi del movimento da e per altri Paesi da parte di cittadini non stranieri residenti in provincia.

I principali indicatori demografici evidenziano le caratteristiche strutturali della popolazione del territorio in esame al 31/12/2020 e ne completano l’analisi demografica. La densità demografica provinciale è pari a 165 abitanti per chilometro quadrato (kmq), inferiore al dato medio regionale (198) e nazionale (196). Strutturalmente la popolazione si concentra per il 54,6% nei grandi centri urbani (Comune di Forlì e Comune di Cesena); Il Comprensorio più popoloso risulta quello di Cesena con 209.214 residenti (il 53,2% del totale provinciale) e 186 abitanti per kmq; il Comune con maggiore densità è quello di Gambettola (1.373 abitanti per kmq).

La componente femminile della popolazione residente in provincia è leggermente prevalente rispetto a quella maschile (rapporto di mascolinità pari a 95,1), con un tasso di fecondità di 1,24 figli per donna in età fertile (Emilia-Romagna 1,27, Italia 1,24). La popolazione anziana (da 65 anni in poi) costituisce il 24,7% di quella totale e gli over 59 superano gli under 30 (rapporto 1,2); l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni) è pari a 194,0 (in aumento), superiore al dato regionale (190,0) e nazionale (183,3). L’età media è pari a 46,3 anni, superiore al dato nazionale (45,4) e regionale (46,0).

Nel territorio in esame, il totale della popolazione in età non attiva (quindi per definizione da 0 a 14 anni e da 65 anni in poi) costituisce il 59,9% di quella in età attiva (indice di dipendenza) e al suo interno è prevalente la componente anziana; l’indicatore si presenta superiore al dato medio regionale (58,5%) e nazionale (56,8%). Ancora più evidente è lo squilibrio all’interno della popolazione in età attiva (indice di struttura e indice di ricambio): infatti, le persone da 40 a 64 anni sono il 53,0% in più rispetto ai residenti da 15 a 39 anni e quelle con età compresa fra i 60 e i 64 anni (potenzialmente in uscita dal mercato del lavoro) sono il 45,4% in più rispetto a quelle di età compresa tra i 15 e i 19 anni (potenzialmente in entrata nel mercato del lavoro).

Dinamica e struttura demografica in provincia di Rimini

Con riferimento alla provincia di Rimini, al 31 dicembre 2020 la popolazione residente totale, in base agli ultimi dati provvisori del Censimento permanente ISTAT elaborati dall’Ufficio Informazione Economica della Camera di commercio della Romagna,, è pari a 335.478 persone, in flessione rispetto al 31/12/2019 dello 0,4% (-0,4% Emilia-Romagna, -0,6% Italia), mentre la variazione di medio periodo (2015-2020) ricostruita per il Censimento è pari al +0,7%.

La dinamica del 2020 mostra un saldo naturale (differenza tra nati e deceduti) negativo di 2.118 unità, conseguente ad un indice di natalità (6,4 nati vivi ogni 1.000 residenti) strutturalmente inferiore a quello di mortalità (12,7).

Considerando la media dei decessi nel quinquennio 2015-2019, emerge un eccesso di mortalità per la provincia di Rimini di 910 persone, un incremento dei decessi (per qualunque causa N.d.R.) del 27,0% rispetto a un valore atteso di medio periodo (Emilia-Romagna +18,3%, Italia +17,3%). L’eccesso di mortalità è stato superiore nelle donne rispetto agli uomini (+30,5% contro +23,3). In termini relativi, l’indice di mortalità del 2020 si discosta dalla media 2015-2019 di 2,6 punti (12,7 contro 10,1); in Emilia-Romagna lo scostamento è pari a 2,1, in Italia 2,0.

Nel 2020 si riscontra, quindi, un incremento di mortalità, mentre si registra una contrazione delle nascite in provincia del 12,8% rispetto alla media 2015-2019 (Emilia-Romagna -10,7%, Italia -11,3%), peraltro con un trend dei nati costantemente in calo negli ultimi anni. La speranza di vita alla nascita, che risente di eventuali variazioni anomale nella mortalità in un determinato periodo, per il complesso della popolazione, nel 2020 è diminuita di un anno e 9 mesi (da 84,3 anni del 2019 a 82,5 anni nel 2020).

Il saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati, comprensivo dei movimenti di cittadini italiani e stranieri, da altri Comuni e dall’estero N.d.R.) risulta positivo (+1.473) ma non tale da recuperare il deficit naturale. Il tasso migratorio netto (saldo migratorio per 1.000 abitanti) è pari a 4,4 immigrati netti.

Al 31/12/2020 gli stranieri residenti nel territorio riminese risultano 35.943 (-0,6% nei 12 mesi), pari al 10,7% della popolazione totale, incidenza inferiore a quella regionale (12,2%), ma superiore al dato nazionale (8,5%). Nel corso del 2020 si sono verificate 2.813 iscrizioni di cittadini stranieri all’Anagrafe (per nascita, trasferimento da altri Comuni e dall’estero) e 2.528 cancellazioni (di cui 884 per acquisizione della cittadinanza italiana). Il saldo migratorio effettivo degli stranieri residenti è pari +899 immigrati netti (da altri Comuni e dall’estero), il 61,0% del saldo migratorio totale.

I principali Paesi di provenienza dei residenti non italiani sono: Albania (con il 18,3% dei residenti stranieri), Romania (16,3%), Ucraina (13,3%), Marocco (6,2%), Cina (6,1%) e Senegal (4,4%).

Incrociando i dati del bilancio demografico della popolazione residente con quelli della straniera residente emerge che, nel corso del 2020, 753 cittadini italiani residenti si sono cancellati dall’Anagrafe per destinazioni estere, mentre 291 sono rientrati da Paesi esteri (iscrivendosi all’Anagrafe). Tali dati non tengono ovviamente in considerazione dei trasferimenti temporanei e di quei movimenti da e per l’estero senza cambio di residenza, tuttavia sono un efficace indicatore circa il movimento da e per altri Paesi da parte di cittadini non stranieri residenti in provincia.

I principali indicatori demografici evidenziano le caratteristiche strutturali della popolazione del territorio in esame al 31/12/2020 e ne completano l’analisi demografica. La densità demografica provinciale è pari a 387 abitanti per chilometro quadrato, superiore al dato medio regionale (198) e nazionale (196). Strutturalmente, la popolazione residente si concentra per il 44,3% nel capoluogo di provincia e, in generale, per il 69,5% nei 5 comuni marittimi (Bellaria-Igea marina, Cattolica, Misano, Riccione e Rimini). Il Comune di Cattolica è quello con la maggior densità abitativa (2.709 abitanti per kmq).

La componente femminile della popolazione residente in provincia è prevalente rispetto a quella maschile (tasso di mascolinità pari a 93,8%), con un tasso di fecondità di 1,19 figli per donna in età fertile (Emilia-Romagna 1,27, Italia 1,24). La popolazione anziana (da 65 anni in poi) costituisce il 23,4% di quella totale e gli over 59 superano gli under 30 (rapporto 1,1); l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni) è pari a 182,3 (in aumento), inferiore al dato regionale (190,0) e nazionale (183,3). L’età media è pari a 45,7 anni, compresa tra il dato nazionale (45,4) e quello regionale (46,0).

Nel territorio in esame, il totale della popolazione in età non attiva (quindi per definizione da 0 a 14 anni e da 65 anni in poi) costituisce il 56,7% di quella in età attiva (indice di dipendenza) e al suo interno è prevalente il carico sociale degli anziani; l’indicatore appare in linea con la media nazionale (56,8%) e migliore del dato regionale (58,5%). Ancora più evidente è lo squilibrio all’interno della popolazione in età attiva (indice di struttura e indice di ricambio): infatti, le persone da 40 a 64 anni sono il 52,0% in più rispetto ai residenti da 15 a 39 anni e quelle con età compresa fra i 60 e i 64 anni (potenzialmente in uscita dal mercato del lavoro) sono il 44.0% in più rispetto a quelle di età compresa tra i 15 e i 19 anni (potenzialmente in entrata nel mercato del lavoro).

 

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