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Forlì. Crearono scompiglio all’interno di vagoni su treno in viaggio: Polizia denuncia altre due persone

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Il 18 agosto 2o21 la Polizia aveva riferito di un 22enne modenese, residente a Vignola, denunciato per interruzione di pubblico servizio a causa del comportamento tenuto a bordo di un treno proveniente da Bologna, costretto a fare scalo a Forlì causa, appunto, le intemperanze del giovane e di altri due suoi connazionali. All’arrivo del convoglio il capo treno ha fatto scendere il terzetto di individui, che oltre a rifiutare di farsi identificare avevano creato scompiglio all’interno dei vagoni, gettando sostanze alcooliche a terra e imbrattando anche i sedili. Presso la Stazione è intervenuta una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale che ha identificato uno dei giovani, mentre gli altri due erano riusciti a dileguarsi prima del sopraggiungere della Polizia. Per il comportamento tenuto è il ritardo procurato, circa mezz’ora, quel giovane dovrà ora rispondere del reato di interruzione di pubblico servizio.

In riferimento a quell’episodio, le successive attività di indagine esperite dalla Polizia di Stato hanno consentito di identificare anche gli altri due autori del fatto che avevano agito in concorso con il soggetto identificato in prima battuta. Si tratta di due giovani di 19 anni, tunisini, residenti a Reggio Emilia e Piacenza, entrambi pregiudicati.

La loro identificazione è stata possibile grazie al riconoscimento da parte di alcuni testimoni sulle fotografie di due individui i cui nominativi erano emersi in occasione di un successivo controllo svolto poco dopo il fatto dalla volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura nella zona circostante la stazione. Questi due individui, in questa circostanza, negarono di conoscere il terzo soggetto, e siccome nel frattempo il capo treno era ripartito con il convoglio ferroviario, non fu possibile avere alcun riscontro sulle loro eventuali responsabilità. Tuttavia, gli agenti della Volante avevano riscontrato alcune importanti coincidenze riguardo le descrizioni dell’abbigliamento e delle caratteristiche somatiche generali, e hanno ritenuto fare approfondimenti, che hanno quindi portato a individuarli e denunciarli alla magistratura per concorso nel reato di interruzione di pubblico servizio.

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