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Cgil e Uil: in Regione sottoscritto importante accordo per la prospettiva del personale precario e per la tutela del diritto alla salute

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“Tetti di spesa sul personale, tetti di spesa sui fondi della contrattazione integrativa e limiti a non finire, una giungla di vincoli che bisogna sgombrare per il bene di chi si rivolge alla sanità e per il diritto della salute delle persone. Questo è quello che chiediamo alla Regione e questo è quello che va ribadito da parte della Regione stessa nella Conferenza delle Regioni affinché il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia adeguino le norme oggi esistenti ai bisogni delle persone. E lo chiediamo all’alba della sottoscrizione di un importante verbale sul quale abbiamo lavorato per garantire un futuro alle ragazze e ai ragazzi giovani e preparati che sono venuti a lavorare nel Servizio Sanitario della nostra Regione.” Così FP CGIL e UIL FPL dell’Emilia-Romagna.

“Oggi infatti abbiamo cristallizzato 4 impegni fondamentali in un accordo con l’Assessore alla Sanità Raffaele Donini e il Direttore Generale dell’Assessorato Kyriakoula Petropulacos, il primo teso a garantire che il blocco del turn over terminerà il 31 dicembre per ridare spazio alle politiche sulle assunzioni che ci hanno caratterizzato negli ultimi due anni, il secondo e il terzo per garantire a tutto il personale precario che maturerà i requisiti previsti dalla legge Madia e dalla legge di bilancio di essere stabilizzato e il quarto per garantire la proroga dei contratti a termine che sostituiscono posti vacanti nelle dotazioni organiche delle Aziende USL e delle Aziende Ospedaliere della Regione Emilia Romagna. – continua la nota – Un accordo che garantisce il mantenimento dei servizi e che rappresenta un punto di partenza nella difficile partita della gestione della pandemia da COVID19 dove rispetto alle attività tradizionali del passato oggi si sono aggiunte altre attività quali ad esempio quelle garantite dai punti vaccinali, dai servizi di terapia intensiva, dai reparti Covid, dal tracciamento della pandemia, dall’esecuzione dei tamponi, dal necessario potenziamento dell’attività di psicologia. Ma non ci illudiamo, questo non basta, serve una soluzione strutturale e definitiva che superi le difficoltà oggi esistenti che attanagliano le Regioni; un investimento reale e tangibile sul Servizio Sanitario Nazionale che ne garantisca l’efficacia, l’efficienza e la conduzione, oltre che il governo strategico, pubblica.”

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