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Esercito coinvolto nel tracciamento dei casi positivi in Emilia-Romagna

Le forze armate saranno presenti soprattutto nelle scuole per scongiurare il più possibile la Dad

Nella mattinata del 3 dicembre l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, a margine dell’inaugurazione del nuovo hub vaccinale in Fiera a Bologna, ha dichiarato che esiste un protocollo condiviso tra Governo e Regioni, teso a mantenere il più possibile gli studenti a scuola e a diminuire il più possibile la Dad. L’assessore afferma che per raggiungere lo scopo occorre un tracciamento efficace, veloce e puntuale oltre a un rispetto rigoroso dei protocolli di sicurezza nelle scuole.

Donini ha chiarito che il protocollo fu attivato quando l’incidenza sulla popolazione scolastica era di 50 casi su 100.000 persone. “Quando ci siamo trovati a livello nazionale con un’incidenza dieci volte tanto alcune Regioni, come Friuli e Veneto, hanno chiesto di rivedere i protocolli” -ha specificato l’assessore regionale alla Sanità, scendendo nei particolari- “Inizialmente il Governo aveva individuato una modalità che abbiamo chiesto da subito di riconsiderare, perché portava alla didattica a distanza. A quel punto il Governo, insieme all’autorità commissariale, ha deciso di mettere in campo l’Esercito e ci è sembrata un’idea molto buona”.

Il 3 dicembre s’è tenuto l’incontro tra Regione E-R ed esercito e Donini afferma che sia stata presentata disponibilità da parte delle Forze Armate, sebbene questa sia ancora da quantificare in termini di risorse. “L’obiettivo è far sì che il tracciamento e la tempestiva ricognizione sui contatti dei casi possa vedere anche la partecipazione dell’Esercito e delle forze della struttura commissariale” aggiunge Donini, chiosando così il suo intervento: “Siamo tutti impegnati a scongiurare al massimo la Dad, ma le forze in campo non sono infinite e dipende anche dell’incidenza del virus. Aumentando a dismisura i casi in età scolastica, abbiamo anche situazioni con 800 positivi su 100.000 abitanti, aumentano molto anche i carichi di lavoro sui dipartimenti di sanità pubblica. E non essendoci forze infinite, abbiamo chiesto all’Esercito di darci una mano- ribadisce Donini- l’intenzione c’è e nei prossimi giorni conteremo anche su questa risorsa per mantenere il più possibile gli studenti a scuola”.