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Lepri, Legacoop Abitanti: “risposte nuove a domanda abitativa. Ok PNRR ma ci sono criticità”

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Barbara Lepri, vicepresidente nazionale di Legacoop Abitanti e responsabile del settore in Emilia-Romagna, alla Convention nazionale di Confabitare: “Dare risposta al disagio abitativo con nuove formule e rendendo strutturali gli investimenti previsti dal Pnrr”.  Partnership con Nomisma per individuare nuove forme di domanda e le risposte da dare.

“L’abitazione è un elemento essenziale all’interno di un welfare dinamico che si adatta alle nuove forme del lavoro, a diversi stili di vita, alla attuale composizione dei nuclei famigliari. Per questa ragione abbiamo avviato una collaborazione con Nomisma con un progetto, denominato Next Housing, che ha l’obiettivo di analizzare la domanda abitativa per capire attraverso quali strumenti dare risposta a questi fabbisogni”: lo ha ricordato Barbara Lepri,vicepresidente nazionale Legacoop Abitanti e responsabile del settore in Emilia-Romagna, alla Convention nazionale di Confabitare che si è tenuta a Bologna presso l’Hotel Savoia.

Oltre 3 milioni di famiglie, il 13% di quelle residenti in Italia, vivono in situazioni di disagio abitativo, 1 milione di famiglie è in condizioni di forte difficoltà, per 5,2 milioni di italiani (8,7%) i costi per l’alloggio rappresentano più del 40% del reddito. E, sia tra i giovani sia tra gli anziani, vi è una forte richiesta di cambiare paradigma abitativo, più orientato ad avere aree in comune per servizi e socialità.

“A fronte di questi dati – ha osservato Barbara Lepri – è evidente che bisogna pensare in termini diversi da quelli tradizionali di domanda e offerta. Bisogna prevedere una costruzione sociale della domanda, intercettando i nuovi bisogni e immaginando soluzioni. Serve una casa intelligente e servizi di prossimità, con soggetti che svolgano un ruolo di intermediazione evoluta”.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, contiene una risposta parziale a questa domanda di abitare sostenibile (accessibilità dei canoni, accompagnamento sociale, transizione ecologica)

“Il Programma Innovativo per la Qualità dell’abitare, che consiste in 2.8 miliardi del PNRR, ha definito alcuni obiettivi, ma – ha detto Lepri – con strumenti che non assicurano un effettivo incremento della Edilizia residenziale sociale. Inoltre, non sono sempre chiari i termini di partecipazione dei privati, così come è un elemento di criticità la non ammissibilità dei costi per le funzioni di natura sociale e gestionale che, pure, vengono dichiarati come essenziali”.

Insomma: tante le risorse e le idee in campo, ma occorre che le linee di investimento corrano sui binari giusti per raggiungere gli obiettivi e dare risposta ai bisogni di una parte di società che non ha risorse sufficienti per acquistare o affittare una abitazione.

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