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Le parti sociali promuovono la programmazione dei fondi europei 2021-2027

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Confindustria chiede un taglio netto alla burocrazia e azioni mirate a sostegno del settore delle imprese. Il Forum del Terzo Settore: bene l’attenzione all’innovazione sociale, ma serve più attenzione per contrastare le diseguaglianze. Alleanza Cooperative: non sottovalutare ruolo del sistema dei servizi. I sindacati: la ripresa dell’occupazione è quasi esclusivamente di tipo precario e instabile. Cna: molto bene tempi ed entità delle risorse.

Tempi rapidi, professionalità, taglio netto alla burocrazia e attenzione alle ricadute sul territorio. Richiesta di impegno sulla qualità del lavoro e rispetto dei diritti dei lavoratori. Più partecipazione dei cittadini ai progetti e alla loro realizzazione.

Le parti sociali promuovono le politiche regionali in materia di “fondi europei”, ma pongono precise richieste. Il disco verde è arrivato nel corso dell’audizione in Commissione Economia, presieduta da Manuela Rontini, dedicata ai progetti della Giunta relativi ai fondi europei (“Adozione del Programma Regionale FSE+ dell’Emilia-Romagna 2021-2027 e “Adozione del Programma Regionale FESR dell’Emilia-Romagna 2021-2027 in attuazione del REG.(CE)”).

Modalità, obiettivi e tempi di utilizzo della programmazione dei fondi europei sono stati illustrati dal Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Davide Baruffi. Scorrendo i progetti predisposti dall’amministrazione regionale si coglie come i punti di forza siano: inclusione sociale, lotta alle diseguaglianze di genere, incentivando le assunzioni femminili, protagonismo delle nuove generazioni, premiando progetti pubblici a loro vantaggio e sostenendo le imprese giovanili, aumento dell’occupazione, impegno per le zone svantaggiate del territorio regionale, lotta al cambiamento climatico, contrasto al divario digitale, tutela della costa emiliano-romagnola e della zona del Po. Molta attenzione, anche, alla collaborazione tra pubblico e privato, al coinvolgimento delle parti sociali, del terzo settore e del volontariato. Poi ancora: decarbonizzazione e sostegno alla mobilità sostenibile.

“Proprio oggi abbiamo completato il reclutamento dei 62 esperti che dovranno occuparsi di Pnrr”, spiega Baruffi, che ricorda come “sia stata attuata una cabina di regia insieme ai rappresentanti dei Comuni per monitorare costantemente i progetti che vengono licenziati dal governo. E’ partita anche un’interlocuzione, che riguarda anche i fondi europei, sui temi delle infrastrutture materiali e culturali”.

Molti i temi affrontati dai rappresentanti delle parti sociali nel corso degli interventi

“C’è un quadro molto favorevole dal punto di vista dell’entità delle risorse a disposizione: sommando i fondi del settennato europeo e quelli del Pnrr si ha un totale cospicuo”, spiega Pietro Mambriani (Confindustria), che ricorda come “sia giusto che le due programmazione di investimenti dialoghino tra loro senza sovrapporsi: è molto importante finanziare iniziative a sostegno della competitività delle imprese. È importante semplificare e snellire la burocrazia e soprattutto è fondamentale che nelle attività di decarbonizzazione si mettano al centro le imprese e il loro ruolo nell’attuazione delle politiche energetiche”. Dall’associazione di categoria degli industriali viene anche l’invito a valorizzare l’importanza dell’alternanza scuola-lavoro e il passaggio generazionale all’interno delle politiche per l’occupazione.

Per Riccardo Breveglieri (Direttore Forum Terzo Settore Emilia-Romagna) “siamo di fronte a un documento molto valido perché, fra le altre cose, recepisce alcune nostre indicazioni che ricalcano indicazioni europee in materia di economia e innovazione sociale: bisogna essere molto attenti ai temi dell’equità, perché c’è il rischio di squilibrio sociale fra le diverse fasce di reddito della nostra regione”, mentre Maurizio Brioni (Alleanza Cooperative) ricorda come il movimento cooperativo apprezza “l’impianto delle proposte della Giunta: occorre però sviluppare di più l’attenzione al sistema dei servizi, perché in un’economia sviluppata cala il peso della manifattura a vantaggio del sistema dei servizi e questo riequilibrio avviene anche sul piano occupazionale”.

Sempre dal fronte delle associazioni di categoria delle imprese è netta la posizione di Marcella Contini (Cna Emilia-Romagna): “Condividiamo l’impianto dei progetti proposti dalla Giunta e ci complimentiamo per la celerità dei tempi da parte della Regione. L’entità delle risorse in questione è molto elevata, così come è importante l’impegno assunto dalla Regione con il cofinanziamento previsto con fondi propri”.

Per Annalisa Boni (assessora al Comune di Bologna) occorre “lavorare tutti insieme per andare nella direzione del ‘Green Deal’: Comune e Città Metropolitana di Bologna stanno facendo una mappatura dei progetti in essere, vogliamo una transizione ecologica socialmente giusta, candidiamo Bologna a essere città ‘Carbon neutral’ nel 2030 e vogliamo realizzare la città della conoscenza attraverso una grande alleanza fra enti, Istituzioni e Università, impegnandoci affinché nessuna sia lasciato indietro”.

Netta la posizione di Giuliano Pugnetti, intervenuto a nome dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, per il quale “è molto positivo che si accelerino i tempi per l’approvazione della programmazione dei fondi europei, così potranno partire gli investimenti. Serve grande attenzione al lavoro e ai suoi diritti: le risorse per il sostegno al lavoro nella transizione e nella riconversione industriale sono insufficienti, ricordiamoci che la ripresa dell’occupazione del 2021 in Emilia-Romagna è quasi totalmente composta da nuovi assunti che hanno contratti di tipo precario e instabile, tanto che solo l’11% delle assunzioni è a tempo indeterminato. I progetti della Giunta prevedono molte risorse per le piccole e medie imprese e i centri ricerca: vorremmo che queste risorse pubbliche producessero contratti di lavoro a tempo indeterminato e non precari. Bisogna aumentare le occasioni di partecipazione per valorizzare al meglio quello che i piani operativi contengono, non basta fare informazione, ma serve il coinvolgimento di amministrazioni locali, Università e parti sociali, così come delle comunità locali e dei cittadini”.

Per Monica Barca (Università di Ferrara), intervenuta a nome del Rettore dell’Ateneo estense, “siamo di fronte a proposte positive e condivisibili, perché prevedono interventi su ambiti produttivi importanti”, mentre Alessandra Pesaresi, intervenuta a nome del Comune di Rimini, ha chiesto più attenzione per la tutela e lo sviluppo della costa adriatica.

Netta la posizione di Carlo Hanao (Vicepresidente della Federazione Italiana Superamento Handicap) che ha sottolineato l’importanza di “potenziare le politiche per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità a partire dall’alternanza scuola lavoro, evidenziando come a livello nazionale sia stata dimezzata l’alternanza scuola lavoro per i disabili, quando, invece, sono proprie queste persone ad averne bisogno più di altre. Occorre una partecipazione attiva delle persone con disabilità nella società”.

Per Giovanni Desco (Vicedirettore Ufficio scolastico regionale) “i documenti proposti hanno aspetti molto positivi, perché affrontano il tema della demografia per ridurre le diseguaglianze fra i territori”, mentre Giandomenico Tomei (Presidente della Provincia di Modena) ha apprezzato il lavoro svolto dalla Regione e ha ricordato come “dovremo ancora lavorare insieme con i territori per arrivare a fare sintesi sui vari progetti”

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