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Cgil, in Emilia-Romagna aumentano gli infortuni sul lavoro (+9,2%) e le malattie professionali (+34,9%) 

“Denunciamo da sempre il persistere nel nostro Paese di un’emergenza legata agli infortuni e alle morti sul lavoro. Per questa ragione abbiamo deciso come CGIL Emilia-Romagna di dotarci di un Osservatorio permanente sugli infortuni e sulle malattie professionali in Emilia Romagna. Attraverso i dati resi disponibili dall’INAIL vogliamo così monitorare costantemente e denunciare quanto avviene nella nostra regione riguardo alla sicurezza dei luoghi di lavoro” affermano dal sindacato regionale.

Nel 2021 l’Osservatorio nel periodo gennaio-dicembre 2021 registra:

74.066 infortuni denunciati (+9,2% rispetto ai 67.816 del 2020);
110 denunce di infortunio con esito mortale (-7,6% rispetto alle 119 del 2020);
5.578 malattie professionali denunciate (+34,9% rispetto alle 4.136 del 2020).

I settori che nel 2021 hanno registrato il numero maggiore di morti sul lavoro in Emilia-Romagna sono:

trasporto e magazzinaggio (20 infortuni mortali denunciati);
costruzioni (18);
agricoltura (8);
commercio e riparazione (8);
metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (5);
industrie alimentari (4);
fabbricazione di altri macchinari (6).

Dopo un 2020 drammatico, il 2021 ha rappresentato il tentativo di agganciare la ripresa economica dopo le restrizioni dovute alla pandemia. “Purtroppo, però – aggiungono da CGIL – registriamo un nuovo aumento degli infortuni sul lavoro, che colpiscono in maniera più dura le lavoratrici e i lavoratori dei settori più fragili ed esposti (donne, migranti, precari, il sistema degli appalti e dei subappalti). Basta osservare i dati dei settori in cui si registrano il maggior numero di denunce di infortunio: 5.391 denunce nella sanità (in cui si evidenziano gli effetti del Covid-19), 4.925 denunce nel commercio, 4.273 denunce nel settore del trasporto e magazzinaggio, 3.867 denunce nel settore delle costruzioni, 3.700 denunce in agricoltura e agroindustria. I dati consegnano un imperativo: il tema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve tornare ad essere una priorità assoluta per le istituzioni a tutti i livelli”.

Nel 2021 in Italia hanno perso la vita sul lavoro 1.221 lavoratrici e lavoratori (una media di più di 3 al giorno), dei quali 110 in Emilia Romagna. Una strage insopportabile. Chiediamo quindi con forza investimenti sulla prevenzione, sul rafforzamento dei controlli e degli organismi ispettivi, sulla formazione, sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla definizione dei modelli organizzativi che garantiscano la loro sicurezza. C’è un legame indissolubile tra la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e la buona occupazione. Dove, al contrario, persistono fenomeni di sfruttamento, precarietà e illegalità, maggiore è il rischio di infortuni e morti sul lavoro. Per queste ragioni, continuiamo a rivendicare più formazione – a partire dalle scuole e per ogni lavoratore e lavoratrice che comincia la sua attività in ogni luogo di lavoro -, più prevenzione, più controlli e sanzioni (nel quadro di una nuova stagione legislativa), più agibilità sindacali perché il sindacato e la contrattazione sono il primo antidoto contro le violazioni delle norme a tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori” concludono dalla CGIL Emilia-Romagna..