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Donne super impegnate e multitasking. L’Ordine degli Psicologi per l’8 marzo: “Non è un valore da perseguire”

Una donna iperpotenziata, iperimpegnata, iperconnessa, il cui valore è legato all’abilità di destreggiarsi fra quanti più incarichi possibili. E’ il modello di donna che va sempre più affermandosi nella società e su cui l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, invita a riflettere.

«Le donne oggi devono costantemente dimostrare di essere in gamba, di poter fare tutto e al meglio in un mondo in cui il metro di misura è la fretta e la quantità di compiti che si riescono a svolgere – spiega Carmelina Fierro, coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Psicologi regionale -. E’ evidente che queste richieste le portano a vivere la quotidianità con una forte pressione, nociva e fonte di stress e crisi».

Non avere tempo è diventato uno status symbol soprattutto per le donne. «Le prove che le donne devono superare per dimostrare di saper conciliare lavoro e vita privata ed essere sempre all’altezza di ogni situazione sono infinite – continua la consigliera OPER –  e tali prove sono il frutto di uno stereotipo che vede la donna dovere essere la referente di carichi di cura sempre più pressanti e ancora di connotazione femminile».

Essere multi-tasking è quindi una competenza o una necessità? «Davvero le donne non meritano una stanza tutta per sé dove poter studiare, lavorare ed esprimersi senza necessariamente essere riprese con figli, pensili della cucina o cartelle delle persone anziane da accudire? – si chiede Fierro – E’ necessario educare gli uomini al mondo emotivo, alla genitorialità e alla condivisione degli impegni di cura e valorizzare percorsi di empowerment che escano da schemi e stereotipi figli di una cultura patriarcale, più che della naturale differenza fra le persone».