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In Emilia Romagna cresce l’imprenditoria femminile. “Summer Camp” Donne Impresa di Confartigianato a Milano Marittima

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Si è appena conclusa l’ottava edizione del “Summer Camp” del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato Emilia Romagna che si è svolto domenica 19 giugno a Milano Marittima, al quale hanno preso parte oltre quaranta imprenditrici. Per l’occasione è stato presentato il focus “Donne e imprese: le sfide della primavera 2022”, a cura dell’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna.

Il primo significativo dato che emerge dallo studio è che torna a crescere l’imprenditoria femminile in Emilia-Romagna. Le imprese gestite da donne in regione nel primo trimestre 2022 sono 85.076, +1% rispetto allo stesso trimestre del 2021 quando erano 84.259. Restano tuttavia moderati i flussi di aperture e chiusure.
Sono 21.221 le imprese artigiane femminili, il 22,5% del totale imprese femminili, di queste il 19,9% risultano gestite da straniere. Nei Servizi alla persona 2 artigiani su 5 sono donne. Servizi alla persona, Abbigliamento, Servizi di pulizia e Ristorazione sono i settori a maggior presenza femminile”.

“Ci sorprende positivamente il dato di crescita delle imprese femminili nel primo trimestre 2022, non solo rispetto al 2021, ma anche ai periodi pre pandemia – afferma Cinzia Ligabue, presidente del Gruppo Donne Impresa Emilia Romagna -. Si sta verificando una situazione per cui le donne sono ‘stanche’ di lavorare da dipendenti e decidono oggi, anche spronate dalle difficoltà della pandemia, di creare un proprio business in cui crescere. In tutto questo occorre dare atto alla Regione Emilia-Romagna che favorisce questi processi sia con finanziamenti ad hoc, sia con lo sviluppo di servizi che permettono alle donne di potere esprimersi al meglio anche sul lavoro”.

Note dolenti arrivano dal mercato del lavoro con circa 34 mila occupate in meno nei due anni della pandemia con un calo del 3,8% rispetto al 2019, contro un – 1,2% in campo maschile.
La crisi ha colpito più duramente i lavori indipendenti, anche se le donne crescono di più nella ripresa rispetto agli uomini.
Altro dato da non sottovalutare: cresce l’inattività con le donne che segnano nel 2021 un tasso del 33,5%, +2,2 punti rispetto al 2019. Tra i motivi certamente quelli famigliari, in particolare la gestione dei figli.

Guardando al futuro le donne sono convinte che sia necessario investire per potere competere, in particolare le imprenditrici puntano sulla formazione personale e su sostenibilità ambientale e risparmio energetico, i due settori sui quali si prevedono i maggiori investimenti.

“Non bisogna abbassare la guardia sul versante occupazionale – continua Ligabue -. E su questo aspetto i dati che riguardano formazione e investimenti lo dimostrano. Noi donne siamo combattive, non ci arrendiamo facilmente, siamo sempre pronte a reagire adottando una o più azioni di sviluppo per provare a restare sul mercato e competere. Non a caso – conclude Ligabue – investiamo sempre di più sulla crescita personale, puntando su settori di grande prospettiva come quelli legati alla transizione ecologica e mantenendo sempre una forte attenzione al benessere della comunità e della persona”.

“Rispetto agli studi riferiti ai mesi precedenti, è importante evidenziare che l’imprenditoria femminile torna a crescere dopo i due anni della pandemia – sottolinea Davide Servadei, presidente Confartigianato Emilia Romagna -. I dati comunque confermano come i lavori indipendenti siano quelli che più hanno sofferto in questo periodo, così come preoccupa il calo dell’occupazione femminile e l’aumento delle inattività. Sono questi i due aspetti sui quali occorre un impegno congiunto associazioni e istituzioni per affrontare i nodi che impediscono uno sviluppo dell’imprenditoria femminile e, più in generale, della crescita delle occupate, a cominciare da politiche che promuovano forme di conciliazione vita-lavoro e di welfare territoriale”.

“Le donne sono più attente ai temi della formazione personale e della sostenibilità ambientale e le imprese femminili crescono di più nella ripresa rispetto agli uomini – prosegue – . Non a caso le risorse per gli incentivi del Ministero dello Sviluppo economico a sostegno dello sviluppo e del consolidamento delle imprese femminili si sono esaurite in poche ore. L’elevato numero di domande presentate il 19 maggio e il 7 giugno ha istantaneamente prosciugato il plafond di 400 milioni. È quindi importante far sì che queste misure diventino strutturali”.

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