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Cisl Romagna: Basta slogan sulla “provinciona”, serve un progetto concreto per far crescere la Romagna

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Nelle settimane scorse sono stati molti gli interventi a sostegno della creazione di una unica Provincia Romagna. Noi come CISL siamo da 9 anni uniti in un’unica struttura romagnola e da sempre abbiamo insistito si creassero le condizioni per lavorare su una pianificazione strategica di area vasta ed è per questo che abbiamo accolto il progetto Romagna Next come una grande opportunità per il nostro territorio romagnolo di lavorare insieme, mettendo al centro alcune priorità condivise.

Ma la proposta di una unica Provincia romagnola altro non è che una suggestione, forse una provocazione per cercare di smuovere le acque verso una maggiore collaborazione tra le tre province. Come è stato più volte sottolineato anche dagli amministratori locali, dopo la riforma Delrio del 2014, che doveva portare ad una graduale eliminazione delle province, queste hanno perso poteri, risorse e personale, gestendo al momento solo strade provinciali e scuole superiori. Un ente di questo tipo non ha alcun senso di gestione a livello romagnolo.

Sappiamo che una bozza di riforma del testo unico degli enti locali è sul tavolo del Ministro Lamorgese, ma il percorso sarà certamente lungo e non ne conosciamo i dettagli del testo. Quello che ci possiamo augurare è che si abbia finalmente un chiaro progetto di riordino amministrativo, che veda la fusione dei comuni più piccoli e la creazione di enti territoriali di area vasta che abbiamo ampi poteri, funzioni e risorse.

Nel frattempo però nessuno pensi di rimanere soltanto in attesa della soluzione istituzionale. Ci sono troppe e importanti cose da realizzare ora, certo per cogliere le opportunità offerte dal PNRR, ma anche per dotarsi di un modo nuovo per individuare e realizzare gli investimenti strategici per il territorio romagnolo, un modo nuovo e partecipato, non solo tra istituzioni ma con tutti gli attori socioeconomici davvero capaci di una visione romagnola.

Invece di parlare di provincia, più utile per la Romagna sarebbe sicuramente la possibilità di creazione di un ente simile ad una città metropolitana, così come prevista dalla normativa attuale, che vede una gestione integrata dei servizi, infrastrutture e reti di comunicazione, pianificazione urbanistica, servizi pubblici di interesse generale e relazioni con altri enti anche europei. Questo permetterebbe davvero uno sviluppo integrato e coeso tra i territori romagnoli, su temi fondamentali come infrastrutture, ambiente, comunicazione, pianificazione sociale e sviluppo economico.

La Romagna, con oltre 1 milione di abitanti, 75 comuni e una superficie di più di 5 mila km quadrati, sarebbe un territorio adatto per lo sviluppo di un ente sovraordinato, a patto che possa avere le giuste risorse e possibilità per fare una programmazione su temi fondamentali economici, infrastrutturali e di welfare. Capiamo che il percorso in questa direzione sarà lungo e non senza ostacoli, a partire dai campanilismi che potrebbero porre dei veti anche sulla scelta del solo “capoluogo”, oppure agli ostacoli legati al riordino della presenza dello Stato sul territorio, ora per lo più organizzata a livello provinciale, si pensi a Prefetture, Tribunali, Questure o Comandi di varie forze dell’ordine.

Ma come CISL Romagna riteniamo sia tempo di superarli, per far crescere il nostro territorio e recuperare terreno anche sull’Emilia, valorizzando le belle esperienze che vedono oggi i nostri amministratori dialogare insieme, ma che potrebbero diventare strutturali e potenziare davvero il nostro territorio.

Ogni nostra provincia ha delle potenzialità, che nell’unione sarebbero valorizzate e messe a sistema: Ravenna che si sta proponendo a livello nazionale come hub energetico; Forli-Cesena con le sue realtà industriali agroalimentari e meccaniche e che vede sul suo territorio un nodo di interesse nazionale come l’E45, che ad oggi è un cantiere continuo; Rimini con le sue strutture ricettive conosciute nel mondo e un modello turistico innovativo che da impulso a tutta la Riviera. Tante altre sono le potenzialità della Romagna, come il polo calzaturiero del Rubicone o quello della ceramica a Faenza.

Tutte queste realtà, se verranno messe a sistema con una rete di servizi ed infrastrutture adeguate, potrebbero essere davvero valorizzare e portare una maggiore ricchezza all’intero territorio. Una visione unica che come CISL Romagna da tempo proponiamo e che speriamo possa realizzarsi concretamente. Questo però sarà possibile solo attraverso una riforma del testo unico degli enti locali, che avvantaggi le unioni tra territori e gli dia le giuste risorse e competenze.

Francesco Marinelli – Segretario Cisl Romagna

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