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Collettivo Studentesco per la Palestina Forlì: esprimiamo il nostro supporto al popolo palestinese che continua a lottare per la propria esistenza

Pochi giorni fa vi è stata la commemorazione del 77esimo anniversario della Nakba – ovvero l’espulsione forzata di oltre ottocentomila palestinesi dalle proprie terre, che dal 15 maggio 1948 vengono illegittimamente chiamate “Stato d’Israele”. Si tratta di una data simbolica – dopo anni di oppressione e sterminio sistematico – che rappresenta solo parte dell’occupazione subita dalle palestinesi, iniziata ben prima del 1948. Noi, come Collettivo Studentesco per la Palestina Forlì, vogliamo esprimere il nostro supporto al popolo palestinese che continua a lottare per la propria esistenza.

A fronte dell’immenso sacrificio del popolo palestinese, il 17 maggio le forze di occupazione sioniste hanno lanciato l’Operazione “Carri di Gedeone”, soluzione finale del genocidio che si sta compiendo a Gaza da oltre 18 mesi. Dopo aver bombardato la Striscia per più di 150 volte nei giorni precedenti uccidendo più di 250 persone, “Israele” punta allo sterminio definitivo di ogni palestinese che non seguirà il folle ordine di deportazione in Libia che l’amministrazione Trump ha avanzato il 16 maggio, dimostrando per l’ennesima volta il supporto internazionale che il genocidio riceve. Nel mese in cui commemoriamo la Nakba e a fronte di miriadi di palestinesi in diaspora, è chiaro che la deportazione ed il trasferimento non sono un’opzione: la Palestina dev’essere libera e le palestinesi devono poter tornare nelle loro terre.

Dopo questo gravissimo peggioramento delle condizioni delle palestinesi, non possiamo rimanere in silenzio e, come Collettivo Studentesco per la Palestina, esortiamo la popolazione a unirsi in Piazza Ordelaffi domenica 25 maggio alle ore 17:30, luogo dal quale partirà un corteo che percorrerà le vie di Forlì.
Il contesto italiano sta diventando sempre più repressivo – complice l’approvazione del DL Sicurezza, massima espressione di politiche securitarie che erano già state promosse in passato dal sedicente centrosinistra – ed è nostra volontà opporci all’attuale governo, il quale continua a sottostare passivamente alle politiche imperialiste statunitensi. Una classe politica sempre pronta a investire in ulteriori armamenti e ingrossare le immense polveriere NATO, utili supporti al governo “israeliano” per perpetrare il genocidio del popolo palestinese.

Continuiamo a opporci agli accordi che l’Ateneo di Bologna intrattiene con le università “israeliane” e con le aziende produttrici di armi, come Leonardo S.p.a. e Thales. Durante le proteste dell’anno scorso avanzavamo le stesse richieste e, a distanza di un anno, l’unica cosa che è cambiata è il numero di vittime del genocidio attuato da “Israele” nei confronti di innocenti, che oggi sono martiri di una resistenza quotidiana e invisibilizzata. Il nostro obiettivo è boicottare il sistema economico “israeliano” in modo da indebolire la forza del progetto coloniale sionista, basato su un sistema di sfruttamento capitalista e imperialista della terra e del popolo palestinese. Lo facciamo quotidianamente boicottando i marchi che finanziano esplicitamente “Israele”, lottando affinché le nostre Università siano libere da legami con entità coloniali, supportando la Resistenza delle palestinesi, scendendo in piazza in giornate come quella del 25 maggio.

Invitiamo la cittadinanza a unirsi a noi nell’opposizione al genocidio del popolo palestinese e a rinnegare le politiche dello stato di genocidio sionista italiano. Mentre in Palestina continuano a resistere alle politiche di annientamento, noi, dall’altra parte del Mediterraneo, dobbiamo dimostrare attivamente il nostro dissenso, svincolandoci da pietismi che contribuiscono alla deumanizzazione del popolo palestinese e che alimentano la narrazione coloniale e gridando forte e chiaro che stiamo dalla parte della Resistenza.

Collettivo Studentesco per la Palestina Forlì