Qui predappio
|La candidatura a Capitale Italiana della Cultura sia occasione per valorizzare gli stabilimenti dell’Aeronautica Caproni di Predappio
Ai tavoli consultivi di giovedì e venerdì per la candidatura del Comune di Forlì a Capitale Italiana della Cultura 2028 si è parlato anche degli stabilimenti dell’Aeronautica Caproni di Predappio. È stata l’occasione per evidenziare la necessità di “restituire alla Caproni un ruolo centrale, trasformandola in un luogo vivo, accessibile, simbolico, capace di parlare al presente senza rinunciare alla complessità del proprio passato.
La mia proposta ha carattere culturale e divulgativo, non politico. Credo fermamente che lo stabilimento Caproni rappresenti un patrimonio comune da preservare e valorizzare, al di là di ogni appartenenza o ideologia”. Infatti, sempre secondo il giovane ricercatore, “non si tratta di una cosa divisiva”, anzi “è un sito che merita attenzione per il suo valore storico, tecnico, architettonico e aeronautico, e come tale va restituito alla collettività”. Amin, dunque, immagina gli stabilimenti aeronautici di Predappio come “luogo rigenerato, aperto, frequentabile, dove la memoria si intrecci con l’innovazione, la conoscenza con la creatività. Un centro culturale per tutti, non un museo per pochi o un oggetto di strumentalizzazione.
Se accolto, questo progetto può fare della Caproni un simbolo concreto di rinascita, un ponte tra la storia e il futuro. Perché cultura significa anche saper riconoscere il valore di ciò che ci è stato consegnato, e trasformarlo in energia per ciò che verrà.
Amin della Caproni, divulgatore diciottenne che da undici anni si occupa di ricerche storiche sulla grande fabbrica predappiese

