“Il Comune non informa e ascolta poco, hanno paura del confronto”. Il Comitato di Quartiere su via dei Gerolimini e il centro storico di Forlì
“È stato un cambiamento che anche noi abbiamo appreso dopo che tutto era stato deciso.” Inizia così Roberto Angelini, Coordinatore del Comitato del Quartiere Centro storico. Il tema è la decisione del Comune di Forlì di tramutare in blu – e dunque a pagamento – le strisce del parcheggio di via dei Gerolimini; decisione che ha destato non poche polemiche da parte di cittadinanza, esponenti politici, esercenti e associazioni.
Angelini e la Vice Coordinatrice, Paola Bonoli, esprimono il loro parere su quella che – per loro e per molti altri, come dicono – è stata una questione risolta nella maniera sbagliata: “Il problema – sostengono – non è tanto per i residenti che possono parcheggiare liberamente senza costi anche nelle strisce blu, il problema è che se si voleva stimolare un ricambio di veicoli bastava introdurre una semplice sosta con disco orario, cosicché chiunque potesse andare in centro liberamente a fare commissioni o altro senza la preoccupazione del pagamento.”
“Alcuni hanno obiettato – continuano – che il problema diventerebbe il personale addetto al controllo dei dischi, ma perché, ora l’impegno non diventa comunque controllare la presenza o la regolarità dei tagliandi?”
Quello che si teme, poi, è un’ulteriore calo di attrattività di un centro già dissanguato di presenze: “I centri commerciali sono chiaramente un problema in tal senso. Il Centro storico dovrebbe recuperare la qualità dei negozi ma questa la recuperi solo incentivando la residenza; prima viene la residenza, poi i servizi e i negozi naturalmente richiesti dai cittadini. Il Comune invece si preoccupa solo della rete commerciale, ma è la residenza che rilancia il centro, serve un piano generale.”
“Adesso sembra arriveranno nuovi studentati – continuano dal Comitato – cosa si farà per integrare vecchi e nuovi studenti con Forlì? Noi vorremmo parlare di questo come vorremmo parlare di tanto altro, perché noi abitiamo in centro e nessuno lo ha a cuore più di noi.”
“Un altro problema cardine per il centro – aggiunge Angelini – è il disastro igienico e di decenza portato dalla presenza di un solo bagno pubblico, in piazza delle Erbe, che chiude alle 8 di sera. Questo è inaccettabile, e da anni ci sono solo annunci ma nessun fatto concreto.”
Dal Presidente del Comitato emerge anche la spinta propositiva di guardare e prendere spunto da esempi virtuosi nelle zone limitrofe della Romagna: “Forlì non si deve accontentare di una quindicina di giorni di luminarie e qualche giorno al mese di eventi di facciata, perché gli altri giorni la vita continua, e in centro cosa c’è? Si guardi Cesena, un centro vivo ogni giorno, frequentato, con negozi e bar aperti a sera inoltrata. I problemi sono diversi? Lo comprendo, ma parliamone, confrontiamoci.”
“Ho lavorato 33 anni in Comune, occupandomi anche di eventi e commercio – aggiunge la Vice Coordinatrice – e la demonizzazione del passato è ingiusta oltre che falsa. L’intrattenimento in centro storico era gestito in maniera diversa, con idee che partivano dall’interno del Comune stesso e si riflettevano nella cittadinanza.”
“A mio modo di vedere l’errore è stato questo – sostiene Angelini -: prima c’erano quattro quartieri all’interno del centro storico, completamente diversi e ognuno con la sua identità ben precisa. C’era appartenenza, c’era partecipazione, adesso che hanno riunito questi quattro in uno solo paradossalmente c’è meno gente alle riunioni di prima.”
Parte del problema, dunque, sembra essere la riforma dei quartieri, che inoltre ha tolto ai Comitati la caratteristica di organi consultivi: “Siamo diventati un organo partecipativo-informativo, sembra quasi che il nostro unico scopo ora sia diffondere le informazioni tra la cittadinanza dopo che tutto è già stato deciso”.
“È da anni che non veniamo consultati – continuano il Coordinatore e la sua Vice – hanno paura del confronto. Un esempio, le piste ciclabili di viale Corridoni: noi abbiamo saputo dei lavori il giovedì, il giorno dopo l’hanno saputo i residenti, il lunedì seguente sono iniziati. Oltretutto, il progetto consegnatoci non era il definitivo, presentava degli errori madornali, abbiamo richiesto la versione definitiva da più di un mese ma non l’abbiamo mai avuta. Circa il problema raccolta rifiuti siamo riusciti a fare degli incontri con Alea, presentando punti ben precisi, ma anche lì ancora niente.”
“Dietro ogni richiesta – aggiungono – c’è sempre poca risposta. Conviene molto di più far parte di associazioni e usufruire del loro potere interlocutorio piuttosto che partecipare a Comitati di Quartiere a mezzo servizio.”
Angelini in proposito ha un obiettivo chiaro: “Stiamo preparando con gli altri Comitati Territoriali di Quartiere una bozza di proposta di riforma del regolamento basata su due punti: il ritorno dei Comitati a organi consultivi e la messa a disposizione di budget per realizzare progetti richiesti dalla cittadinanza.”
“Non è possibile – concludono Angelini e Bonoli – che progetti cardine per intere aree siano presentati ai Quartieri già come definitivi, bisogna discutere le bozze, poi l’ultima parola è anche giusto che stia a loro che sono stati votati, ma il confronto ci deve essere. Ad oggi sembra di interfacciarsi con un muro di gomma, noi però non demordiamo, e se l’ascolto con l’amministrazione continuerà a scarseggiare ci faremo sentire con ogni modalità possibile, perché se continua così può solo peggiorare.”



