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Auto in piazza Saffi? Verdi di Forlì: “Non mancano i parcheggi, ma una proposta organica sull’abitare in centro storico”
Foto storica di quando le auto entravano in piazza

La proposta annunciata dalla Lega di Forlì di riaprire piazza Saffi al traffico auto, in determinate fasce orarie continua ad animare il dibattito pubblico. Dopo che anche gli alleati di Forza Italia l’hanno rispedita al mittente , considerandola “antieconomica e antistorica”, arriva la posizione dei Verdi, chiaramente contrari ad un aumento del traffico veicolare in centro storico, parlando di mentalità “retrograda”,  che “ha trovato nella cittadinanza la giusta reazione: un misto di incredulità e sorrisi di scherno”.

“C’è chi ha proposto di portare un distributore di benzina davanti al Municipio – ironizzano Alessandro Ronchi e Maria Grazia Creta dei Verdi di Forlì -, chi ha lanciato l’idea di spostare il casello in Piazza, ora che la piazza si è spostata al casello presso il Formì”.

Lasciando da parte le provocazioni, le dichiarazioni dei Verdi sono chiare: “partendo dalle basi – spiegano -, la Lega dimentica che a Forlì si parcheggia dietro San Mercuriale, uno spazio che nessun’altra città ha così vicino al suo cuore storico. Forlì è una delle città che ha più tutelato il traffico delle auto private nel suo centro storico, ed è contemporaneamente una di quelle che ha più sofferto la crisi del passeggio e della sua vivibilità”.

L’idea che per spingere il commercio sia auspicabile parcheggiare sotto i negozi non è certo nuova, e di quando in quando, riemerge. Non è questa però la ricetta dei Verdi: “è comprensibile a tutti che il passeggio si fa a piedi, e non con le auto parcheggiate dentro la destinazione. Se vent’anni fa avessimo approvato quel piano del traffico che iniziava a invertire la rotta, saremmo oggi nella stessa situazione?”, chiedono Ronchi e Creta.

“Sarebbe poi necessario ricordare – insistono – che la Giunta nel 2020 ha deliberato un Piano Urbano della Mobilità sostenibile che aveva l’obiettivo di ridurre del 20% entro il 2030: a che punto siamo? In una Forlì sempre più rallentata dal traffico è urgente rendere finalmente le alternative più appetibili. A tutto questo si uniscono l’insistenza nell’impedire di riservare posti auto ai i residenti, che è stata una delle ragioni dell’allontanamento di famiglie, e la trasformazione di garage in ulteriori appartamenti. C’è chi pensa che il mercato regoli da solo nel migliore dei modi la nostra urbanistica, o che l’addensamento di popolazione sia un beneficio per la vita del centro. Al contrario della proposta leghista occorre ripensare a generare situazioni positive e strutturali, non solo feste ed eventi spot, che difendano l’uso sia piacevole e sicuro degli spazi”.

“Auspichiamo – aggiungono – che si discuta in maniera ampia e razionale della proposta di riutilizzo delle vetrine sfitte, perché solo riportando in vita gli spazi torneranno le persone ad abitarli e condividerli. Solo per citare un altro esempio, chi porterebbe la sua famiglia con bambini piccoli a passeggio in un luogo dove non esiste protezione o limitazione ai veicoli pericolosi? Per troppi a quel punto è preferibile un corridoio del centro commerciale, dove si percorrono anche chilometri di vasche in un pomeriggio, altro che i 50 metri del parcheggio XX Settembre”.

“La verità – è la conclusione – è che questi argomenti andrebbero trattati con serietà, richiamando esperti di mobilità e di urbanistica, per produrre una proposta organica, che non avrà bacchette magiche ma tanti interventi che vadano nella stessa direzione di migliorare l’attrattività, l’usabilità e la qualità dell’abitare il centro. Sempre che si voglia il bene della città, e non ci si limiti alla sola ricerca di attenzione”.