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Nel triennio 2022-2024 sono state 2.424 le donne andate al Pronto Soccorso in Regione per maltrattamenti e abusi

Nella giornata di oggi, 22 novembre, in occasione della settimana della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si è tenuto l’evento “Ricordo e Rinascita, dedicato a tutte le donne che hanno subito e subiscono violenza” presso l’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì.

Tra i presenti, il dott. Claudio Mastromattei, Questore di Forlì- Cesena, il Colonnello Gianluigi Di Pilato, Comandante Provinciale dei Carabinieri, l’Assessora assessora alle Pari opportunità e differenze di genere del del Comune di Forlì, Andrea Cintorino, Francesco Sintoni, direttore del Presidio Ospedaliero di Forlì, Giulia Civelli e Beatrice Valentini del Centro Antiviolenza, Lisa Lombardi, il dott. Andrea Fabbri, Direttore del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza di Forli, la dott.ssa Silvia Mazzini della Direzione infermieristica di Forlì, la dott.ssa Tiziana Iervese, responsabile della Struttura Semplice di Medicina d’Urgenza dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì e referente  AUSL Romagna del gruppo di lavoro per l’accoglienza e presa in carico in Pronto Soccorso delle vittime di violenza e maltrattamento, rappresentanti dei servizi coinvolti nel Tavolo interistituzionale contro la violenza e delle associazioni di volontariato.

“Nel triennio 2022-2024  – spiega la dott.ssa Tiziana Iervese – sono state 2.424 le donne che hanno fatto almeno un accesso in un Pronto Soccorso della nostra Regione per maltrattamenti e abusi. È stato inoltre evidenziato che queste donne si rivolgono al Pronto Soccorso molto più frequentemente rispetto alla popolazione di riferimento (4.8 vs 2.2) per cause apparentemente non correlate ad un vissuto di violenza e si può quindi affermare che abbiano maggiori necessità di cure e di salute. Si tratta di donne giovani, prevalentemente nella fascia di età fra i 18 e i 44 anni. All’ospedale di Forlì ogni anno accogliamo circa 80-85 donne che hanno subito diverse forme di violenza, circa una ogni 4-5 giorni. In alcuni periodi gli accessi sono in numero inferiore, in altri, purtroppo, quasi quotidianamente una donna si rivolge al Pronto Soccorso. ”

“La violenza di genere – ribadisce la dott.ssa Iervese – rivolta contro le donne nelle sue diverse espressioni (verbale, psicologica, economica, religiosa, fisica e sessuale) è un fenomeno complesso con il quale siamo ormai quasi quotidianamente chiamati a confrontarci. Assistiamo ad una escalation continua delle manifestazioni della violenza, a volte esibita in modo arrogante da coloro che la agiscono, al punto tale che ne abbiamo “normalizzato” le espressioni meno eclatanti ma ugualmente lesive e progressivamente erosive della salute psico-fisica delle vittime. Attendere di vederne i segni inequivocabili induce un inaccettabile ritardo nella messa in atto di azioni e provvedimenti che dovrebbero essere sempre più orientati alla prevenzione piuttosto che alla sola riparazione del danno. È importante ribadire che la violenza contro le donne non appartiene esclusivamente alle sfere della marginalità, del disagio sociale, agli angoli bui della psiche ma coinvolge tutte le classi sociali, le professioni, i livelli educativi, le differenti culture.Gli stereotipi, i pregiudizi e la cultura che sostengono la violenza sono profondamente radicati nella nostra società e coinvolgono i servizi sanitari, quelli educativi e sociali, il sistema giudiziario, il mondo politico, i media. Ne consegue che, ancora troppo spesso, le donne che trovano il coraggio di denunciare soprusi e maltrattamenti sono oggetto di “vittimizzazione secondaria” da parte delle stesse istituzioni chiamate ad intervenire a loro tutela. Nell’ambito del territorio di AUSL Romagna, sia a livello ospedaliero che territoriale, da anni sono operative procedure che guidano i professionisti alla accoglienza e presa in carico delle donne vittime di violenza e dei loro figli/e minori. Il lavoro dei sanitari si interseca con quello di altre istituzioni impegnate a contrastare il fenomeno con le quali vengono condivise conoscenze, linguaggio e prassi, per agire con professionalità, celerità ed efficacia. E’ questo lavoro di rete che può consentire alla donna di poter essere sostenuta ed accompagnata nel suo percorso di affrancamento dalla violenza. È fondamentale, in primis, educare, seguire, accogliere e proteggere.”

Durante l’evento che si è tenuto oggi all’ospedale di Forlì è stata data “la parola” agli uomini e, attraverso di loro, all’arte. Utilizzando la lettura, con  accompagnamento musicale, di un frammento letterario tratto dal romanzo “L’etranger” di Albert Camus e di alcune poesie. Al termine dell’evento  è stato infine messo a dimora, nel parco
dell’ospedale vicino al Padiglione Valsalva, un albero di Melograno dedicato alle donne vittime di violenza e simbolo di persistenza, prosperità e nuova vita.