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Torna alla città il capolavoro restaurato di Ludovico Carracci: domenica l’esposizione a “Un’Opera al Mese”

Dopo un accurato restauro che ne ha riportato alla piena leggibilità ogni dettaglio, il dipinto seicentesco “San Carlo Borromeo in Adorazione del Bambino Gesù” di Ludovico Carracci torna visibile al pubblico. L’opera, appartenente al Museo San Domenico, sarà infatti la protagonista del nuovo appuntamento della rassegna “Un’Opera al Mese”, in programma domenica 14 dicembre alle ore 18 nella Chiesa di San Giacomo, con ingresso gratuito.

L’evento, giunto al ventiseiesimo incontro, è promosso dall’Assessorato alla Cultura, curato dal Dirigente alla Cultura Stefano Benetti e realizzato dal Servizio Cultura in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei di Forlì.

Il restauro dell’importante tela del Carracci, databile tra il 1614 e il 1616, è durato circa due mesi e ha comportato una spesa di 22.596 euro, di cui 16.947 finanziati dalla Regione Emilia-Romagna grazie a una graduatoria regionale che ha collocato l’intervento al primo posto tra quelli dedicati al patrimonio artistico comunale.

“Siamo molto contenti di svelare al pubblico di “Un’opera al mese” questo capolavoro restaurato – precisa il vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno – perché accresce ulteriormente la centralità del Museo Civico San Domenico quale spazio che non solo esprime bellezza ma che si qualifica come luogo attivo all’insegna del binomio tutela e valorizzazione del patrimonio. L’intervento di restauro, coordinato dal Dirigente alla Cultura Stefano Benetti e dalla funzionaria dei Musei Lorenza Montanari, è stato realizzato dal Laboratorio degli Angeli di Bologna e svolto sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Particolare attenzione è stata riservata anche al restauro delle parti lignee del dipinto con la rifunzionalizzazione del telaio originale. Dal laboratorio di restauro di Bologna approderà direttamente al San Giacomo per essere presentata al pubblico di “Un’Opera al Mese” e quindi tornare nelle sale espositive del Museo Civico di San Domenico. Il restauro, oltre al finanziamento dell’Amministrazione Comunale, è stato realizzato grazie anche ad un significativo contributo della Regione Emilia-Romagna, che ringraziamo, ottenuto posizionandoci al primo posto nella graduatoria dedicata a questo tipo di interventi”.

A sottolineare il valore storico e artistico dell’opera, interviene anche il Dirigente Cultura e Turismo Stefano Benetti: “Il Museo di San Domenico – precisa – tra i tanti capolavori vanta anche un dipinto di un gigante dell’arte qual è il bolognese Ludovico Carracci, artista della naturalezza dei sentimenti, del vero arricchito di affetti. Una personalità che ha influenzato in maniera profonda e duratura le generazioni successive di artisti. Poiché l’opera del San Domenico, il “San Carlo Borromeo in Adorazione del Bambino Gesù” versava in condizioni conservative mediocri che ne precludevano la piena leggibilità, abbiamo provveduto a sottoporlo ad un attento intervento di restauro, preceduto da un’accurata indagine diagnostica, che ne ha permesso il pieno recupero estetico. Domenica, in occasione di “Un’Opera al Mese”, il dipinto verrà esposto in San Giacomo e potrà così incontrare di nuovo lo sguardo del pubblico in condizioni conservative ottimali”.

A presentare il dipinto sarà Daniele Benati, professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Bologna e tra i massimi studiosi di Ludovico Carracci, al quale ha dedicato saggi, pubblicazioni e il grande convegno internazionale del 2019 “Ludovico Carracci (1555-1619): un maestro e la sua scuola”.

“Dipinta originariamente per la soppressa chiesa di San Bernardo Abate a Bologna – spiega il professor Benati – la pala di Ludovico Carracci raffigurante San Carlo Borromeo in adorazione del Bambino Gesù fu oggetto, nel 1804 da parte del governo napoleonico, di scambio con un dipinto del Domenichino conservato a Brisighella e pervenne quindi a Forlì, entrando nelle collezioni d’arte comunali. Il grande dipinto (235 x 160 cm) appartiene alla fase tarda del grande caposcuola bolognese e si segnala per l’intelligente uso dello spazio e della luce che, provenendo dal Bambino, rischiara progressivamente l’intera composizione, facendone lentamente emergere anche gli altri protagonisti. Tra essi emerge Carlo Borromeo, ritratto di spalle in modo da guidare lo sguardo dell’osservatore verso l’oggetto della sua contemplazione. Proclamato santo nel 1610 da papa Paolo V Borghese, il Borromeo (1538-1584) aveva ricoperto la carica di Legato pontificio a Bologna, ma la sua azione pastorale si svolse soprattutto a Milano, di cui fu arcivescovo. La sua fisionomia emaciata, derivante dai digiuni e dalle penitenze, è ben nota alla pittura barocca: lo stesso Ludovico Carracci la inserì numerose volte nei suoi dipinti, sottolineandone il carattere austero e nello stesso tempo benevolo”.