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Forlì, welfare in calo: Colangelo (Rinnoviamo Forlì) denuncia i tagli agli anziani nel bilancio 2026–2028

Il Consiglio comunale di ieri, 30 dicembre, dedicato al Bilancio di previsione 2026–2028 ha visto l’intervento critico della Consigliera Elena Colangelo (Rinnoviamo Forlì) sul forte ridimensionamento del welfare cittadino, con particolare attenzione agli anziani.

“Tra il 2025 e il 2026 la Missione 12 perde circa 10 milioni di euro – ha sottolineato Colangelo –. Non si tratta della fine di fondi straordinari come quelli del PNRR, ma di una scelta politica che riduce stabilmente il livello di tutela sociale, proprio mentre aumentano età media, fragilità e solitudine”.

Secondo la Consigliera, il bilancio comunale continua a considerare il welfare come un costo da contenere piuttosto che come un investimento strutturale. “Nel DUP diciamo di voler mettere al centro gli anziani e le persone non autosufficienti, ma nei numeri le risorse non crescono e, in alcuni ambiti, si riducono. Meno margine per l’assistenza domiciliare, maggiore difficoltà nel prendersi cura degli anziani soli e fragili, servizi territoriali costretti a lavorare sempre al limite: così non si prevengono i problemi, li si scarica sulle famiglie e sui pronto soccorso”.

Colangelo ha poi richiamato i dati demografici: “Forlì è una città che invecchia. Nei prossimi anni aumenteranno le persone ultra75enni, le cronicità, le condizioni di non autosufficienza. Un bilancio lungimirante dovrebbe anticipare questa curva, rafforzando oggi i servizi di prossimità, il sostegno alle reti familiari e forme di domiciliarità innovativa. Invece ci presentiamo all’appuntamento con l’invecchiamento della popolazione con strumenti indeboliti e senza una programmazione pluriennale adeguata”.

La Consigliera ha concluso indicando la questione politica alla base della scelta di bilancio: “Il nodo è decidere se il welfare sia davvero una priorità o solo una missione del DUP. Rinnoviamo Forlì chiede coerenza tra le parole e i numeri: la cura delle persone fragili deve essere considerata un investimento sulla qualità della vita e sulla tenuta della comunità, non la prima voce su cui risparmiare”.